Melito, Pelletteria Moreno giura: “Assumeremo gli operai in nero”

Melito, pelletteria Moreno giura: “Assumeremo gli operai in nero”

Pelletteria Moreno ora giura: “Assumeremo gli operai in nero”. Rosario Pagliuca, avvocato del titolare Vincenzo Capezzuto, spiega all’ANSA che già il 18 novembre iniziano le visite sanitarie utili per la regolarizzazione dei dipendenti senza contratto. Lo scorso 16 novembre i militari del NAS sono arrivati presso la fabbrica di Melito (Napoli) per verifiche sulla mensa. Qui hanno svelato uno schema di ampio ricorso al lavoro in nero. Non solo: 43 operai sono stati tenuti nascosti per 6 ore in un caveau senza servizi. Il titolare dell’impresa, fornitrice delle griffe del lusso, è ora accusato di sfruttamento del lavoro, sequestro di persona e intermediazione illecita. I militari hanno posto sotto sequestro il laboratorio e le attrezzature, dal valore di oltre 2 milioni di euro, mentre hanno spiccato sanzioni per circa 600.000 euro.

Il sopralluogo

Come riporta Open, il primo obiettivo dei NAS era verificare la mensa di Pelletteria Moreno. Una volta sul luogo, i militari hanno trovato al lavoro 35 operai, di cui 14 in nero. Le dimensioni dell’azienda e la ricchezza del magazzino hanno insospettito gli investigatori: troppa roba per così poco personale. Dopo 6 ore di perlustrazioni, nel caveau dove si conservano i pellami e i tessuti pregiati, i carabinieri hanno trovato nascosti 43 operai. Tra questi anche due minori e una donna incinta. Molti di loro, riporta la stampa, prima dell’identificazione hanno chiesto di poter usare i sanitari.

Il quadro

Sono ancora in corso verifiche, a quanto si apprende, sulla pianta organica di Moreno. Il quadro fin qui emerso lascia intendere che su 78 operai, solo 21 fossero regolari. La paga offerta dalla pelletteria, che secondo Il Mattino è fornitrice di brand come Fendi e Saint Laurent, era di 500 euro al mese per 9 ore di lavoro. Tra i dipendenti irregolari ci sarebbero anche percettori di reddito di cittadinanza, sostiene la difesa di Capezzuto, che preferivano la condizione di lavoratori sommersi per mantenere il beneficio.

La difesa

Se la dirigenza della pelletteria ha basato la propria impresa sul lavoro in nero è per contenere i costi e rimanere competitivi, spiega l’avvocato Pagliuca ad ANSA. Il manifatturiero locale “per la committenza è la nuova Cina”, le sue parole. Pelletteria Moreno ora giura: “Assumeremo gli operai in nero”.

Foto da ANSA

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