Roberto Cavalli, è braccio di ferro tra proprietà e sindacati

Roberto Cavalli, è braccio di ferro tra proprietà e sindacati

Siamo al braccio di ferro tra proprietà e sindacati. Il “casus belli” è il trasferimento di 170 dipendenti di Roberto Cavalli da Firenze a Milano a partire dal primo settembre. Il 3 giugno c’è stato un incontro tra le parti presso Confindustria Firenze, mentre i dipendenti protestavano a poche centinaia di metri di distanza. Duro il commento del sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Evitare lo scempio della partenza da Firenze di Cavalli”.

Il braccio di ferro

La nuova proprietà di Cavalli è irremovibile. Verrà chiusa la sede fiorentina di Osmannoro, mentre i 170 dipendenti, se vogliono conservare il posto di lavoro, dovranno presentarsi il primo settembre a Milano, in zona Ceresio. Nei prossimi giorni i lavoratori riceveranno la comunicazione ufficiale dall’azienda. L’incontro di ieri sarebbe servito solo a rafforzare le proprie posizioni: il fondo arabo Pramac Properties da una parte e i sindacati dall’altra. Sindacati che promettono battaglia. Un antipasto è stato “servito” con circa 100 dipendenti che, di fronte alla Fortezza da Basso, hanno manifestato contro la chiusura del sito produttivo di Firenze. Prossimo incontro fissato l’11 giugno.

La rabbia del Comune

Nardella è stato piuttosto esplicito. Come riporta La Nazione, il primo cittadino ha detto: “L’operazione imbastita dalla nuova proprietà della Cavalli, dietro la quale non sappiamo quali capitali finanziari ci siano, è inaccettabile, offensiva e indegna di ogni principio giuridico e istituzionale. Non dobbiamo fermarci in questa battaglia di civiltà. Mi appellerò a tutte le autorità possibili per evitare questo scempio sociale”. (mv)

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