Terremoto, tra Tolentino e il Fermano l’area pelle reagisce: concerie e manifattura (da Poltrona Frau alla calzatura) valutano i danni

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È in corso il sopralluogo negli stabilimenti della Conceria del Chienti. Tecnici e Protezione Civile stanno valutando gli eventuali danni causati dalla scossa di domenica mattina agli impianti di Tolentino (Macerata, nella foto un crollo in una via del centro cittadino). La Conceria del Chienti oggi e domani aveva già programmato la chiusura per il ponte dei Morti. Si tratta adesso di capire se c’è l’agibilità per riprendere regolarmente le attività mercoledì. C’è un’intera fetta di manifattura della pelle coinvolta dal sisma del 30 ottobre: la produzione nelle zone più colpite è a rischio. “A parte lo stato d’animo di tutti noi e dei lavoratori, il problema è che i dipendenti potrebbero essere tra gli sfollati, o magari hanno preferito lasciare queste zone per trasferirsi altrove. Faremo l’appello giovedì, alla ripresa dell’attività e poi ci organizzeremo di conseguenza”. Sono le parole di Paolo Battellini del calzaturificio Montebove di Tolentino, uno dei centri più colpiti dalla scossa di terremoto di domenica mattina. Nel centro storico molte case potrebbero essere inagibili. Montebove ha anche una unità produttiva a Caldarola, anche questa senza gravi danni. Oggi quasi tutte le aziende (Laipe e Poltrona Frau comprese) avevano già deciso di concedersi un giorno di festa. Alcune riapriranno mercoledì ma, non solo a causa del terremoto, la maggior parte riprenderà l’attività giovedì, nel rispetto della tradizione marchigiana che osserva la festività nella giornata del 2 novembre. Nel maceratese come nel fermano, la chiusura delle aziende rende difficile una stima di eventuali danni ai fabbricati industriali ma sembra che solo quelli più vecchi potrebbero aver subito danni tali, probabilmente, da compromettere l’agibilità dell’immobile. Aggiornamenti della situazione nei prossimi giorni. (mv/rp)

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