USA, retail scarpe e abbigliamento in picchiata: si aspettava la crescita, è arrivato il crollo

Secondo la società di informazione economico-finanziaria Thomson Reuters, ad aprile l’intera gamma del retail statunitense ha mancato le previsioni di vendita, mentre a maggio la percentuale dei negozi in ritardo con le aspettative è stata del 57%. Gli analisti prevedono foschi orizzonti (tranne che per l’online): “Manca una sostenuta forza motrice della domanda, come può essere un trend, ma anche uno scenario macroeconomico incoraggiante che spinga agli acquisti”, commenta con una nota il centro studi Wolfe Research. Che chiude così: “Le stime sono necessariamente prudenti vista la conferma di una situazione economica in deterioramento e il continuo ricorso ai saldi”. Moody’s prevede che abbigliamento e calzatura concluderanno il 2016 in segno negativo del 5-6%, mentre ad inizio anno prevedeva un +2-3%. Cita anche The North Face, che sta cercando di liberare il magazzino con sconti del 70%. Per Matthew Fassler di Goldman Sachs, “la volatilità delle valute europee è il rischio più elevato nel breve termine, il turismo potrebbe avere una significativa flessione con riflessi sui department store. Si salverebbero solo i brand americani poco esposti in Europa”. (pt)

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