Addio a Luciano De Crescenzo: ingegnere, filosofo e tagliatore di pelli

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Luciano De Crescenzo si è spento il 18 luglio al policlinico Gemelli di Roma, dov’era ricoverato da alcuni giorni. Era conosciuto come l’ingegnere filosofo, ma è stato anche attore, scrittore, poeta e regista. La sapienza di Luciano De Crescenzo non si fermava qui. Il poliedrico intellettuale conosceva anche un’altra arte, quella del taglio delle pelli. L’aveva appresa nel laboratorio del padre.

Il laboratorio del padre
Se Luciano De Crescenzo conosceva il mestiere di intagliatore di pelli lo si deve al padre, che gestiva un piccolo laboratorio di guanteria nel rione Sanità. Sulla collocazione del laboratorio-negozio c’è in realtà qualche dubbio: secondo alcune biografie si trovava, invece, in via dei Mille, mentre in una intervista rilasciata a Dagospia, lo stesso artista afferma che si trovava nella vicina piazza dei Martiri.

L’apprendistato
Da giovanissimo, Luciano dava una mano al padre in bottega, imparando poco a poco il lavoro della pelle. Ma che famiglia era la sua? De Crescenzo, con il suo sarcasmo e la proverbiale ironia, non mancava mai di ricordare i suoi genitori “antichi”, che si erano conosciuti attraverso “presentazione fotografica” e il cui matrimonio era stato combinato da una famosa sensale dell’epoca, Amalia ‘a Purpessa.

La visione del padre
In uno dei suoi libri, De Crescenzo rende omaggio al padre e alla sua attività. Riportando un colloquio immaginario in Paradiso, Luciano racconta di come il genitore in prima battuta gli chieda notizie circa l’andamento del mercato dei guanti. Quando il figlio gli risponde che la situazione non è positiva, il babbo non riesce a credere che nessuno più porti i guanti!

La biografia
De Crescenzo è nato a Napoli nel 1928. Dopo essersi laureato in ingegneria idraulica col massimo dei voti presso l’Università degli Studi “Federico II“, Luciano decise di seguire la passione per la scrittura che lo portò a Milano. Prima del successo, fu venditore di tappeti, cronometrista alle Olimpiadi di Roma e impiegato per 20 anni all’IBM a Milano. Una volta dirigente in carriera, decise di lasciare il lavoro per dedicarsi alla scrittura e da “Così parlò Bellavista” (1977) fece la straordinaria carriera che tutti conosciamo.

Il memoir
In una intervista del 2017 pubblicata da Dagospia, Luciano De Crescenzo, giocoliere del serio e del faceto, alla domanda sull’attività paterna risponde così: “Aveva un negozio di guanti in piazza dei Martiri a Napoli. Anche se in realtà avrebbe preferito fare il pittore. Io passavo spesso da lui, ma non per aiutarlo: è che accanto c’era il negozio della Perugina, dove i ragazzini si scambiavano le figurine…”. (mv)

 

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