Nelle Mani Giuste: la graphic novel di Sirte che racconta la pelle

Nelle Mani Giuste: la graphic novel di Sirte che racconta la pelle

Il “grande viaggio” della pelle in un fumetto. Conceria Sirte di Santa Croce sull’Arno ha realizzato una storia illustrata, dal titolo Nelle Mani Giuste, per raccontare la lavorazione conciaria. Le tavole a colori riproducono in modo realistico, ma giocoso, tutto il processo, dalla raccolta del grezzo fino alla pelle finita. Un progetto pensato per spiegare come avviene il lavoro della conceria utilizzando una formula narrativa molto attuale, quella della graphic novel. Ma, anche, per farlo con un pizzico di leggerezza.

Graphic novel

“L’idea è nata all’interno a febbraio di quest’anno, appena tornati da Lineapelle Milano, poco prima del lockdown – ci spiega la titolare di Sirte, Alessia Tofanelli (a destra, nella foto) -. Un periodo meno frenetico, purtroppo, per il lavoro, dove abbiamo dato spazio alla creatività. Il tempo ci ha aiutato a realizzare questo sogno. Un’idea che vuol dare leggerezza, perchè no”.

 

 

Nelle Mani Giuste

La graphic novel (della quale, nella foto, potete vedere due tavole), realizzata dall’illustratore Marco Neri, ricostruisce il viaggio della pelle a partire dalla Mongolia (principale Paese di fornitura della Conceria Sirte) fino ad arrivare al distretto conciario toscano. “Il popolo delle pelli grezze” è composto da veri e propri personaggi che parlano e interagiscono con gli uomini i quali gli offrono “un’occasione di riscatto”. In altre parole, da semplici scarti possono, infatti, sognare “la bellezza, la morbidezza, i colori, la resistenza” e “una vita al servizio degli altri”.

Tra racconto e realtà

“Volevamo far capire che la lavorazione della pelle ha un percorso lungo e complicato, ma anche molto bello”, spiega Alessia Tofanelli. “Certe cose sono romanzate, come le pelli che si prendono per mano, ma in generale abbiamo descritto la realtà. Abbiamo raccontato il lavoro in conceria per far capire il suo valore, per scavalcare alcuni pregiudizi che ancora esistono rispetto alla lavorazione del pellame. E sottolineare il suo percorso sostenibile, la tracciabilità”.

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