Sentenza di piena e totale assoluzione per Consorzio Cuoiodepur

Sentenza di piena e totale assoluzione per Consorzio Cuoiodepur

“Sentenza di piena e totale assoluzione” per Consorzio Cuoiodepur. Il depuratore di Ponte A Egola (Pisa), a cui fanno riferimento le concerie della riva sinistra dell’Arno, è stato sollevato dal Tribunale di Pisa dall’accusa di scaricare nell’ambiente sostanze pericolose “perché il fatto non sussiste”. La sentenza che chiude una vicenda che ha interessato l’impianto di depurazione negli ultimi tre anni.

La vicenda

Il caso è datato 2017 e scoppia in seguito di un controllo di Arpat Toscana che aveva rilevato uno sversamento di sostanze pericolose negli scarichi. L’irregolarita è, poi, arrivata in Procura, portando il Consorzio in Tribunale. L’iter processuale ha, però, scagionato il depuratore una volta per tutte.

Piena e totale assoluzione

“La sentenza non lascia alcun dubbio sul corretto operato del Consorzio, respingendo ogni tipo di addebito formulato dall’accusa”, sottolinea Cuoiodepur in una nota che annuncia l’esito del processo. “Lo vogliamo divulgare per rassicurare e togliere ogni dubbio a chi eventualmente nutre ancora perplessità sulla funzionalità dell’impianto di depurazione”.

La realtà dei fatti

Perplessità, sottolinea la nota di Cuoiodepur, “probabilmente indotte da notizie e informazioni apparse sulla stampa non suffragate dalla realtà dei fatti. Ma basate esclusivamente su teoremi derivanti da valutazioni personali dei verificatori, tutte da dimostrare”. Già allora, “abbiamo tentato di condurre” queste notizie “nella loro giusta dimensione, cercando di fornire in piena trasparenza i dovuti chiarimenti e la reale versione dei fatti, ponendoci a completa disposizione per qualunque approfondimento. Questa sentenza – conclude Cuoiodepur – dimostra che affermavamo il vero“.

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