Cina, l’e-commerce trionfa anche nelle città minori

Secondo una ricerca curata da Taobao.com, il sito più cliccato per il commercio on line in Cina, gli acquisti di beni e servizi tramite web non riguardano solo le zone più urbanizzate del Paese. Le potenzialità dell’e-commerce anche nelle città “minori” sembrano essersi definitivamente sbloccate. Lo studio, condotto in 2.016 contee sparse nell’intera Cina, ha rivelato che nel 2012 circa 30 milioni di persone residenti in città di terza-quarta fascia come numero di abitanti hanno fatto acquisti on line per 179 miliardi di yuan (22 miliardi di euro), ovvero +87% rispetto all’anno precedente. Ciò risulta essere pari a una quota di spesa pro capite di 6000 yuan (737 euro) contro i 4700 yuan (577 euro) spesi mediamente da chi ha comprato on line e vive in città di prima e seconda fascia. Inoltre, i residenti in città di media grandezza risultano essere acquirenti più assidui: ogni anno su Taobao.com effettuano 54 acquisti, contro i 39 di chi abita nelle metropoli. Risulta infine che in Cina le transazioni via e-commerce sostituiscano i classici acquisti al negozio per il 60%, mentre nel 40% dei casi si tratta di veri e propri acquisti che vanno ad incrementare le vendite. Tra i prodotti più comprati, si confermano capi di abbigliamento, le calzature, gli oggetti per la casa e l’elettronica (ap)

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