Anno nuovo, nuove tensioni: ordini e preoccupazioni a Pitti

Anno nuovo, nuove tensioni: ordini e preoccupazioni a Pitti

Anno nuovo, nuove tensioni. Anzi: tensioni ulteriori. Il mercato della moda maschile è in salute. Lo dimostrano i dati 2019 e la raccolta ordini per la Primavera-Estate 2020. Ma ora c’è da fare i conti con una situazione geopolitica in continua evoluzione. Un’evoluzione particolarmente critica, che complica uno scenario già di per sé critico. Molti imprenditori che abbiamo incontrato a Pitti Uomo (concluso ieri, venerdì 10 gennaio) hanno evidenziato l’incertezza che pesa sul business in termini di vendita. Ma frena in modo sostanziale gli investimenti programmati e da programmare.

La fiducia diventa preoccupazione

Una sintesi della situazione ce la offre Antonio Putzolu del calzaturificio Barrett di Parma: “Se guardo solo l’andamento dell’azienda sono fiducioso per il futuro. Ma se guardo alla situazione internazionale, la fiducia diventa preoccupazione”. Si parte dalla incertezza legata a Brexit per arrivare allo stress sociale di Parigi. “Nel mese di dicembre lo store che abbiamo nella capitale francese ha lavorato a pieno regime una decina di giorni. I primi giorni di dicembre doveva essere inaugurato di fronte alla nostra vetrina un negozio di una grande griffe. Ora c’è affisso un cartello che l’inaugurazione è stata posticipata a data da destinarsi”.

L’incognita Trump

La situazione tra Russia e Ucraina è ancora calda. A Hong Kong la situazione è ancora lontana da una soluzione definitiva. E c’è l’incognita Trump. Che si concretizza nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina (e non solo) e, purtroppo, anche nella tensione militare in Medio Oriente che ha aperto il 2020. “Tra una decina di giorni ho alcuni appuntamenti con buyer provenienti da quell’area. Arriveranno a Milano? Se arriveranno, con quale voglia di comprare? Praticamente è un altro mercato a rischio, per non dire cancellato” afferma Putzolu. Negli anni scorsi Iran e Iraq erano stati inseriti tra i mercati emergenti.

E non dimentichiamo il retail USA

“Il mercato USA, così come quello cinese, viene considerato il migliore. Ma la condizione dei department store la conosciamo bene. L’Apocalypse Retail ha conseguenze anche per noi produttori che facciamo affari negli Stati Uniti” puntualizza l’imprenditore parmense. Su quale mercato investire? Pronta la risposta di Putzolu: “L’online. È in crescita, è il mercato del futuro e abbiamo puntato qui”. Come a dire che anche le tensioni geopolitiche portano acquirenti e venditori a preferire la piattaforma digitale, senza confini. (mv)

Immagini tratte da pittimmagine.com

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