BolognaFiere alla resa dei conti

Nell’assemblea del 27 giugno, i soci di BolognaFiere hanno confermato Duccio Campagnoli alla presidenza, nonostante i risultati poco brillanti raccolti dal numero uno di piazza Costituzione, che ha chiuso il bilancio con fatturato in calo da 64 a 62 milioni, e l’abbandono di Lineapelle. Particolarmente duro l’intervento di Fabio Roversi Monaco, ex rettore dell’Alma Mater, attuale presidente di Banca Imi e rappresentante in assemblea per conto di Fondazione Carisbo. La sua dichiarazione di voto contrario – allo stesso modo si è espressa la Confartigianato – si è risolta in un durissimo atto d’accusa alla gestione Campagnoli, con un bilancio in utile fatto di entrate straordinarie, conti in rosso per JamBo (una nuova fiera voluta da Campagnoli), oneri per la manutenzione del Parco Nord vinto per bando, causa aggiustata con Federlegno e mancanza di informazione sulle attività cinesi. Si è chiesto Roversi Monaco durante l’intervento: “Ma chi ha controllato e controllerà la complessiva struttura che vede il presidente Campagnoli titolare di altre sette presidenze in società strumentali di BolognaFiere e consigliere in ulteriori quattro consigli?.Queste osservazioni attengono anche alle problematiche del bilancio, poiché è attraverso questo gioco di scatole, una volta tanto ben definibile cinesi, che il bilancio perde la sua chiarezza”. Attaccata inoltre la governance impressa da Campagnoli (“si opera più da struttura che pretende di avere una funzione sociale che da grande impresa industriale”) e l’assenza di un piano industriale per i prossimi tre anni. (ag)

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