… e il grezzo continua a salire

Sempre in primo piano la crescita delle quotazioni di pelli grezze. A Lineapelle il detentore si è presentato con listini rincarati fino a 5 dollari/pelle per le origini nordamericane e 3 pound/pelle per le britanniche. “La materia prima è scarsa, cara e difficile da prevedere quanto ad evoluzione” afferma Francesco Matelli, titolare della Matelli srl di Reggio Emilia. Trattative complesse prima e durante la fiera, per effetto delle resistenze da parte dell’utilizzatore finale. “La conceria”, prosegue Matelli, “ha delle difficoltà nel fare il prezzo al proprio cliente, considerando i continui aumenti delle quotazioni. Si rende sempre più necessaria l’apertura di un tavolo a tre che riunisca macello, conceria e cliente manifatturiero, in modo da pianificare assieme le operazioni”. L’agente individua tra le cause, oltre al buon momento di lusso e automove, anche una dinamica finanziaria interna all’Asia: “Molti brand cinesi quotati in Borsa, o che stanno per scegliere la quotazione, devono presentare ai loro azionisti dei fatturati superiori al passato. Di conseguenza, per alimentare la crescita, comprano più materia prima possibile”. L’Europa è tra le destinazioni preferite dell’outsourcing cinese, con offerte da parte del buyer fino a 92 dollari/pelle per le vacche tedesche di 24-25 kg, che mettono in difficoltà gli stessi grezzisti, consapevoli che un massiccio ricorso all’export metterebbe in difficoltà i loro tradizionali clienti europei. “C’è fame di pelle” conclude Matelli “e si comprano dove ci sono. Il paradosso è che nemmeno pagando questi prezzi si riescono a ottenere i quantitativi richiesti”.

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