Il CEO Elena Salvaneschi spiega cosa attendersi da TheOneMilano

La moda cambia, le priorità dei consumatori si trasformano, gli appuntamenti fieristici non possono rimanere uguali. Elena Salvaneschi, CEO di TheOneMilano, ci racconta cosa aspettarci dal salone in programma presso il padiglione 3 di Fieramilano City dal 19 al 22 settembre. Una kermesse che riflette sul proprio ruolo tra proposta stilistica e posizionamento di mercato, e che non tralascia il tema della sostenibilità.

Come si arriva al prossimo appuntamento con TheOneMilano?
L’appuntamento di settembre conferma la nostra volontà di parlare in termini moda: una moda che è vicina al mercato, reale, capace di interpretare tanto i bisogni quanto i sogni di un consumatore difficile in un momento complesso. Tutte le nostre azioni – dalla partnership con CBI alla ricerca sui cambiamenti paradigmatici di un sociale che non può non avere impatto anche sulla industry del fashion – sono state orientate a quella che consideriamo la nostra mission da quando siamo nati: dare voce alle aziende produttrici di collezioni haut-à-porter, belle e ben fatte in termini di selezione della materia prima e di capacità produttiva. Affiancare le aziende nel loro approccio al mercato con strumenti che da sole non riescono a gestire, ma che ricevono dall’organizzatore.

Ad esempio?
Parlo delle fiere show room nei mercati orientali: da due anni la Corea e dal 2019 il Giappone, entrambe insieme a Mipel. Della nostra fiera virtuale www.alwaysonshow.com che dilata i tempi della fiera fisica da quattro giorni a un anno intero. Del Creative Lab che mette a fuoco nuove lavorazioni e soluzioni crossing fra diversi materiali. Delle campagne social e di influencer marketing realizzate con le collezioni degli espositori. Della ricerca di mercato cui prima ho fatto cenno. Sono tutte azioni che dimostrano la nostra volontà di non essere solo location per le pur importanti transazioni commerciali, ma partner dei nostri espositori e dei nostri visitatori.

TheOneMilano introduce il termine Seasonless nel suo vocabolario. Che trasformazione rappresenta?
Le proposte Seasonless sono una delle interpretazioni dell’andamento del mercato. Oggi nessuno fa più il cambio di guardaroba. Voglio dire: cambio completo e totale. Nei nostri armadi ci sono camicie, vestiti, pantaloni che non sono più “per l’estate” o per “l’invero”. È un modo di vestire a strati, destagionalizzato, vicino all’uso delle persone nel loro quotidiano. E questo non significa ovviamente anonimo o poco creativo: è la sfida della nuova normalità, che si accompagna a canoni estetici inclusivi (impossibile non vedere che oggi il bello non è solo la forma smagliante di modelle e modelli), all’attenzione per il pianeta, di voglia di stare bene con se stessi. Lo hanno rilevato le nostre ricerche di mercato, lo dice il mondo della distribuzione, lo chiede la consumatrice.

Dal punto di vista della proposta stilistica, che cosa c’è da aspettarsi dall’abbigliamento in pelle e da quello in pelliccia?
Stile unico, come sempre. Giocosità (bellissime le T-shirt che portano la pelliccia nell’estate con tocchi piccolissimi e divertenti). Grande maestria nelle lavorazioni, con intarsi, giochi di tagli, leggerezze.

TheOneMilano prevede uno spazio anche per il tema della Sostenibilità, il campo dal quale gli avversari (a volte definibili haters) di pelle e pelliccia vogliono estromettere i materiali di origine animale. Quale riposta arriva dalla fiera?
La risposta forte e inclusiva che pelliccia e pelle sono materie prime sostenibili non solo perché naturali, ma perché provenienti da filiere certificate da enti terzi e attente agli animali, all’ambiente e alle persone.

È la prima edizione di TheOneMilano dopo la scomparsa di Alessandra Dagnino. Qual è il suo ricordo, quale la testimonianza che lascia al settore?
Alessandra è con me in ogni momento, in ogni scelta, in ogni presa di posizione. Abbiamo lavorato insieme per più di trent’anni, eravamo compagne di università. A volte mi capita di pensare domani gliene parlo… e poi arriva la realtà, che è stata dura e crudele. Con il team dell’ufficio stiamo portando avanti tutti i progetti che lei aveva iniziato per l’associazione. So di dire una cosa scontata, ma davvero lei c’è, nel nostro quotidiano, nell’ufficio di fianco al mio, nella nostra storia.

Nell’immagine, un ritratto di Elena Salvaneschi (credit AF.PRODUCTIONS) e una foto d’archivio di TheOneMilano

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