Lineapelle, ladro di prototipi scoperto grazie a un microchip satellitare

Venuto a Lineapelle per rubare idee e modelli altrui, se n’è tornato in Spagna con una denuncia per ricettazione. Il protagonista della vicenda, un designer di 53 anni della zona di Albacete, non si sarebbe mai immaginato che dentro una delle scarpe rubate nello stand di una conceria fosse nascosto un microchip in grado di rivelare l’esatta posizione del prototipo di cui si era impossessato.
Si trattava di una sorta di esca. Organizzazione ed ente fiera avevano infatti studiato una forma di controllo preventivo per limitare azioni di spionaggio industriale, che abitualmente vengono attuate durante la fiera, quando le concerie e gli altri espositori mostrano ai clienti cosa si può fare con i loro materiali. In passato erano stati denunciati diversi furti di prototipi in fiera, perciò all’interno di quella e di altre scarpe era stato inserito un sensore satellitare per rintracciare il prodotto a seguito di eventuale furto. Che puntualmente c’è stato.
Gli agenti hanno rintracciato la scarpa rubata all’interno di una vettura, noleggiata all’aeroporto di Pisa dallo spagnolo, che è rimasta parcheggiata per due giorni fuori dalla fiera. Dopo aver organizzato un appostamento, hanno infine fermato l’uomo che si aggirava attorno all’auto e, una volta aperto il bagagliaio, sono saltate fuori diverse paia di scarpe, di cui il designer spagnolo non ha saputo giustificare la provenienza. Tra queste, il prototipo con il sensore satellitare.
”Ci sono alcune aziende che evitano di portare in fiera articoli di ricerca e pregio, ma ora sia le aziende del made in Italy che quelle provenienti dall’estero possono stare più tranquille”, comunica l’organizzazione di Lineapelle.

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