Pitti Uomo 93, giorno 2: gran movimento, mercato in cerca di certezze. “Primi riscontri molto positivi”

“Una fiera che funziona e infonde ottimismo anche se…”. Le dichiarazioni di Enrico Paniccià, ceo di Woolrich Footwear e licenziatario di Harmont & Blaine con il calzaturificio Giano, sintetizzano il clima che si respira oggi alla Fortezza da Basso di Firenze, durante il secondo giorno di Pitti Uomo. “Una giornata, quella odierna, di grande afflusso” spiega Paniccià. “Quanto tutto questo si tradurrà in ordini è impossibile dirlo. Non c’è pessimismo, nonostante arriviamo da una stagione invernale non brillante e da saldi che non sono partiti bene, complice anche il clima”. Più che il mercato è, dunque, la manifestazione a funzionare, ad attirare nuovi espositori (ogni edizione arrivano sulla scrivania della segreteria di Pitti 350-400 nuove richieste) e visitatori. In arrivo anche un restyling della sede espositiva e maggiore promozione, grazie a 80 milioni di euro messi a disposizione dalla Camera di Commercio (50), 20 dal Governo e 10 da Firenze Fiera. “I primi riscontri sono davvero molto positivi” commenta Andrea Granatelli, uno dei soci del brand calzaturiero Green George. “Abbiamo registrato molti contatti con buyer provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti in maniera particolare. Abbiamo notato anche una buona presenza di clienti italiani. La qualità delle calzature, la scelta di pellami di altissimo livello, l’attenzione al dettaglio e alle rifiniture è ciò che i clienti notano, chiedono e apprezzano”. (mv)

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