Presentata Lineapelle Asia. “La Cina è il futuro della conceria italiana”


 La decima edizione di Lineapelle Asia prenderà il via dopodomani, giovedì 8 novembre, a Guangzhou. Si tratta della fiera italiana che da più tempo è presente in Cina. Nella conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta oggi a Milano presso Lp Fashion Studio, erano presenti per l’occasione i vertici delle principali istituzioni dell’interscambio economico tra i due Paesi.
“I legami con la Cina sono più stretti che mai, è il primo mercato di destinazione dell’export italiano, lì i nostri settori sono di casa” ha dichiarato Salvatore Mercogliano, a.d. Lineapelle. “La fiera in questi dieci anni si è evoluta, seguendo di pari passo ciò che è accaduto in un mercato che, da semplice esecutore di fasi decentrate da europei e americani, ha iniziato a gestire un prodotto destinato al proprio consumo interno. Abbiamo contemporaneamente riscontrato il miglioramento del reddito delle famiglie e del gusto tra i consumatori”. I numeri riflettono questa evoluzione: una settantina gli espositori, tutte aziende leader, e 7-8 mila i visitatori previsti, che costituiscono la fascia alta della manifattura locale o l’espressione dei produttori occidentali, in particolare le griffe. La flessione dell’export italiano in Cina di pelli conciate nei primi sei mesi 2012 (-10,6%) viene giudicato congiunturale e dovuto alla relativa flessione dell’export cinese di manufatti verso Europa e Usa. Contemporaneamente, il mercato internazionale e la clientela cinese, nonostante una flessione congiunturale di ordini, ha compensato ampiamente questo calo. “Il nostro futuro è la Cina, speriamo che il futuro della Cina sia l’Italia” ha concluso Mercogliano.
Importanti presenze tra i relatori. Il console economico e commerciale a Milano, Li Bin, ha sottolineato l’importanza dell’interscambio Italia/Cina, pari a 51,3 miliardi di dollari, precisando che quest’anno, a causa della crisi, si prevede una flessione a due cifre, che causerà un rinvio del raggiungimento dell’obiettivo di 80 miliardi di dollari entro il 2015.
Margherita Barberis, direttore della Fondazione Italia Cina, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa fieristica di Lineapelle a Guangzhou come azione di sistema, in un Paese troppo grande per le nostre aziende prese singolarmente. Romeo Orlandi, presidente del Comitato Scientifico di Osservatorio Asia, ha parlato di “grandi opportunità” per l’export di beni strumentali in quello che è il mercato potenzialmente più importante del mondo ma nel quale, tra dazi e tasse, i beni di consumo europei hanno scarse possibilità di crescita. Elisabetta Marafioti, China Lab Bocconi, ha infine illustrato i progressi delle aziende cinesi di fascia alta, da Belle International ad Aokang.

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