Deadline 3 agosto, il futuro di Cavalli ha un orizzonte di 120 giorni: tra tagli e offerte d’acquisto, ecco cosa sta succedendo

Se non presenterà richieste di proroghe, Roberto Cavalli dovrà mettere nero su bianco la proposta definitiva di concordato preventivo o la domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti entro il 3 agosto. Lo ha deciso il Tribunale di Milano che ha nominato Giorgio Zanetti commissario giudiziale. 120 giorni di tempo che permetteranno al management dell’azienda di valutare ogni possibile soluzione della crisi e, in particolare, di approfondire le trattative con i possibili acquirenti che, vista la situazione, potrebbero giocare al ribasso. Nel frattempo, dopo la chiusura dei negozi e del business USA, la griffe fiorentina controllata al 90% dal fondo Clessidra, avrebbe già avviato il taglio di 12 collaboratori e consulenti nelle aree marketing e stile, con un risparmio di circa 700.000 euro l’anno. Il direttore creativo dimissionario Paul Surridge verrà sostituito da un team interno e saranno ridotti i budget di marketing, mentre si stanno valutando la chiusura nei negozi non performanti e altre misure volte a contenere il passivo, compresa la richiesta di Cassa Integrazione Straordinaria del personale (300 dipendenti) a partire da fine maggio. In merito ai possibili acquirenti, i nomi circolati sono tre: gli americani Bluestar Alliance, l’italiana OTB di Renzo Rosso e lo stilista Philipp Plein (insieme al fondo londinese Blue Sky). La preferenza sarebbe per il primo nome, perché sarebbe l’unico interessato a rilevare il 100% delle quote. (mv)

 

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