Il futuro di Moreau e Missoni, i primi passi della nuova Dainese

Il futuro di Moreau e Missoni, i primi passi della nuova Dainese

Ci sono notizie su sul futuro di Moreau Paris e Missoni. Il marchio di pelletteria, con sede a Milano e negozio (in difficoltà) a Parigi, avrebbe diversi pretendenti. Mentre risulta che Authentic Brands Group (ABG) abbia rilevato il brand italiano, proseguendo nell’aggressiva politica di acquisizioni degli ultimi anni. La nuova proprietà di Dainese, intanto, si è messa al lavoro. Il primo fronte di attività? La riduzione dell’esposizione debitoria.

Il futuro di Moreau Paris

L’etichetta Moreau Paris vanta la fondazione nel 1882. Nel 2011 l’ha rilanciata la giapponese Onward Luxury Group e, dieci anni dopo, è passata nelle mani dell’ex CEO Marco Scarpella e dell’imprenditore nipponico Muneatsu Mastumo. Quest’ultimo, secondo Glitz.Paris, detiene quasi l’80% della società madre Maison Moreau Italia. Nel 2024 il marchio dichiarava un fatturato di oltre 3,6 milioni di euro, ma con perdite per 38.000 euro. Diversi offerenti puntano a comprare La Maison Moreau, la società che gestisce la boutique parigina, entrata in amministrazione controllata nel maggio 2025. Oltre al punto vendita, la stessa azienda attira compratori perché possiede tutti i marchi e i diritti di proprietà intellettuale. E gestisce il business attraverso un accordo di licenza stipulato con la casa madre milanese.

 

 

ABG prende Missoni?

Dopo Guess ABG ha concluso e definito la trattativa, scrive ThePlatform, per prendersi Missoni. L’annuncio ufficiale è previsto verso la metà di febbraio. ABG avrebbe superato la concorrenza del family office guidato dal fondatore di American Eagle, Jerry Silverman, supportato da un partner industriale europeo. Al tavolo della trattativa sedeva FSI-Fondo Strategico Italiano, maggior azionista di Missoni con il 41% delle quote. L’accordo segna la definitiva uscita di scena della famiglia fondatrice. Mentre non è chiaro se FSI resterà come azionista di minoranza. Dovrebbe invece restare al suo posto l’attuale CEO Livio Proli.

Dainese è più leggera

È arrivato intanto il closing dell’operazione, annunciata in estate, che vede il 100% di Dainese passare da Carlyle al controllo di HPS Investment Partners e Arcmont Asset Management. Il rilancio della capacità di innovazione e crescita dell’azienda, scrive la stampa locale, si basa su due pilastri. Il primo riguarda l’iniezione di capitali: i nuovi soci hanno versato 30 milioni nelle casse della società. Il secondo è la riduzione del debito, arrivato a un valore monstre di circa 300 milioni e già portato agli attuali 190. (mv/rp)

Foto dai canali delle aziende

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