Kering, la pace col Fisco costa carissima (ed è da record): i francesi dovranno sborsare 1,25 miliardi

Con una nota diffusa ieri, Kering ha comunicato di aver raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate che comporterà il pagamento di 1,25 miliardi di euro di cui imposte per 897 milioni di euro e il restante per sanzioni e interessi. “Sulla base di una stima iniziale, questo accordo dovrebbe avere un impatto sul bilancio consolidato 2019 di Kering con un onere fiscale aggiuntivo nel conto economico di circa 600 milioni di euro e un’uscita di 1.250 milioni di euro nel rendiconto finanziario” si legge nella nota. L’importo dell’accordo è il più alto mai firmato in Italia ed è di poco inferiore di quello di cui avevano scritto a fine aprile Reuters e Il Sole 24 Ore che avevano indicato un accordo sulla base di una somma tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro. Il contenzioso tra il Fisco italiano e il colosso guidato da François-Henri Pinault (nella foto), si è aperto in quanto la Guardia di Finanza aveva contestato al gruppo francese una presunta evasione da circa 1,4 miliardi di euro da ricavi non dichiarati per 14,5 miliardi nel periodo che va dal 2011 al 2017 in quanto la commercializzazione dei prodotti Gucci sarebbe stata affidata a Luxury Goods International (LGI), controllata svizzera del colosso francese, che avrebbe pagato le tasse (più basse) in Svizzera per attività commerciali svolte in Italia. In base all’accordo Kering ha dunque riconosciuto quanto contestato dai finanzieri italiani. “L’accordo elimina sia alcune incertezze sulla situazione finanziaria del gigante del lusso sia gli scetticismi degli investitori sulle sue credenziali di responsabilità aziendale” ha commentato su Business of Fashion Luca Solca, analista di Bernstein. (mv)
Immagine tratta da kering.com

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