Kors, non è tutto oro quel che luccica

Parlare di situazione preoccupante, di fronte a una società che cresce di oltre il 40% a trimestre e che nello stesso periodo ha incrementato l’utile netto trimestrale da 125 a 187,7 milioni di dollari, sembrerebbe una follia. Ma l’analisi del Wall Street Journal sui conti di Michael Kors ha dei fondamenti precisi. Il brand di pelletteria, sostiene il quotidiano finanziario, non è immune rispetto alle problematiche del retail nordamericano e alle politiche di sconti eccessivi, che ne intaccano la marginalità. Inoltre, a Wall Street molti sono convinti che la crescita troppo rapida comporterà un contraccolpo nel momento in cui – e per Kors quel momento sta arrivando – la situazione si normalizzerà. “La società – scrive il Wall Street – deve smentire chi teme che sia andata troppo oltre con la sua versione di lusso populista”. Gli insiders della moda sostengono che il brand stia rischiando la sovraesposizione e temono che sul valore del titolo possano impattare le politiche di sconti: le banche Barclays e Citigroup hanno pubblicato dei report dove affermano che la superficie dedicata alle promozioni nei negozi Kors a giugno 2014 è raddoppiata rispetto allo stesso mese 2013. John Idol, amministratore delegato della società, non appare preoccupato, ma conferma che nei prossimi mesi Kors rallenterà il passo. (ag)

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