Quanto costerebbe a LVMH la follia di regalarsi Richemont

Quanto costerebbe a LVMH la follia di regalarsi Richemont

Certo, regalarsi Richemont sarebbe un sogno. LVMH consoliderebbe il proprio ruolo di gigante del lusso. Di più. Acquisendo il gruppo che controlla Cartier, LVMH, che già ha Bulgari e nel 2021 ha acquisito Tiffany, diverrebbe leader assoluto della gioielleria. Ma regalarsi Richemont è anche una follia. Siamo nel campo delle ipotesi, perché al momento la voce del deal è ancora, per l’appunto, una voce. Ma WWD ha chiesto a Oliver Chen, analista di TD Cowen, di fare qualche esercizio di calcolo per comprendere quanto costerebbe l’operazione.

Un numero brutale

La risposta di Chen? Per comprare Richemont, LVMH dovrebbe sganciare 109 miliardi di euro, pagando un premio del 30%. Sarebbe un prezzo pari a 18,4 volte l’EBITDA del gruppo elvetico, valore più alto del x17,4 medio dei M&A del lusso e del x14,4 che l’holding francese ha già riconosciuto per Tiffany. L’analista ipotizza che il deal prevederebbe un pagamento al 25% in azioni e al 75% cash, che la famiglia Arnault (cui fa capo LVMH) dovrebbe finanziare al 95% con nuovo debito.

 

 

Quattro ostacoli

Ci sono quattro grandi ostacoli alla realizzazione del deal. Il primo riguarda proprio l’intenzione di Arnault di accollarsi il debito di 78 miliardi necessario al closing. Ma, osserva Chen, seppure il patron di LVMH si decidesse per un passo del genere, non sarebbe finita. Innanzitutto, dovrebbe convincere Johann Rupert, non solo azionista di maggioranza (51%), ma proprietario di fatto di Richemont. Poi dovrebbe aspettare l’autorizzazione delle agenzie Antitrust internazionali. Infine, dovrebbe mettere a frutto l’acquisizione creando proficue integrazioni e sinergie tra le holding.

Una follia, ma perché no?

Sotto molti aspetti, una follia finanziaria. Ma ne potrebbe valere la pena. “LVMH ha una consolidata esperienza nell’aumentare i prezzi e nell’investire nell’innovazione, conquistando nuovi clienti e mantenendo il prestigio dei marchi – conclude Chen –. Nel bilancio 2022 ha già raddoppiato i margini di Tiffany”. Nella gestione LVMH, detto in altri termini, le maison di Richemont potrebbero decollare.

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