L’Hipermestra, opera lirica scritta nel Seicento dal compositore veneziano Francesco Cavalli per la corte medicea, diventa l’ispirazione per 28 studenti del progetto didattico-creativo (Re)sources / (Hi)story II: Lux(ury) sviluppato da Designskolen Kolding (DSKD) per Lineapelle 107, esposto nella hall 2 – area A01. Un laboratorio transnazionale e trans-storico che ha unito tecnologia e innovazione del design danese con il know-how lirico e artigianale della tradizione italiana. Al centro di questo percorso interdipartimentale obbligatorio per la laurea triennale c’è una sfida ambiziosa: rileggere in chiave contemporanea gli archivi storici coi bozzetti dei costumi e intrecciare narrazione storica, teatralità e sperimentazione sui materiali. Ecco come Designskolen Kolding reinventa l’Hipermestra.
Designskolen Kolding reinventa l’Hipermestra
Lavorare sulle fonti storiche e materiali d’archivio non come repertorio da citare, ma come dispositivo critico da decodificare è stata la vera sfida, per rendere tra pelle e tessuti, pietre di mosaico e intrecci, il carattere dei personaggi dell’opera e una storia come quella di Hipermestra, giovane donna divisa tra l’amore per il cugino Linceo e quello del padre Danao, che ordina a lei e a tutte le sue figlie di uccidere i propri mariti per evitare la profezia funesta della sua morte. La capacità di rivalutare e reinterpretare l’archivio si è tradotta in un esercizio progettuale di grande consapevolezza. Ogni scelta, dalla pelle ai tessuti, dagli accessori agli elementi strutturali alle pietre di mosaico, è stata filtrata attraverso una riflessione sul valore culturale e produttivo del materiale, dalla sua origine alla sua trasformazione.
Dialogo tra discipline e materie
Per favorire sinergie reali, ciascun costume è stato sviluppato da un gruppo interdisciplinare composto da studenti di Textile, Fashion e Accessories Design. Il risultato è un dialogo profondo tra concept, personaggi e materie, in cui pelle, maglieria e superfici sperimentali si contaminano. Le pietre di mosaico fornite da Orsoni Venezia 1888 hanno impreziosito dall’interno la maglieria e i corpetti ridefiniti in pelle. Non semplice applicazione decorativa, ma ricerca di soluzioni di valore: studio del peso, della flessibilità, della portabilità, della coerenza narrativa rispetto alla psicologia dei personaggi. Un esercizio che ha richiesto agli studenti di confrontarsi con i limiti tecnici e trasformarli in opportunità progettuali.
Lusso, sostenibilità, responsabilità
Interpretare un costume nato per una produzione di corte – quindi espressione di lusso – ha significato interrogarsi sul concetto stesso di lusso oggi. Gli studenti hanno sviluppato proposte contemporanee e sostenibili, combinando tradizione e innovazione con un’attenzione concreta alla filiera produttiva. Il percorso didattico, guidato dal designer Silvano Arnoldo (già IUAV e IED) per la parte progettuale e, per le lezioni storico-teoriche, da Christine Jeanneret (Università di Copenhagen) e Brad Carlton Sisk (NTNU Trondheim), membri del gruppo di ricerca WoVen, ha fornito strumenti critici per leggere il passato e trasformarlo in progetto. Il risultato è una ridefinizione identitaria di pratiche tradizionalmente legate alla pelletteria e al costume teatrale.
Formazione, artigianato, industria
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie al sostegno di Lineapelle, in collaborazione con una serie di aziende quali Bodin-Joyeux, Bonaudo, Conceria Faeda, Conceria Nuova Leon, Conceria Pelicon, Conceria Pellegrini, Conceria Ultra, Conceria Zabri, AF Ferdinando Albarello e Limonta 1893. Il rinnovo della collaborazione anche nel 2026 testimonia così l’impegno di Lineapelle e dei suoi partner nel sostenere le nuove generazioni di designer, valorizzando il potenziale narrativo dei materiali, promuovendo pratiche progettuali in cui passato, presente e futuro si incontrano per immaginare nuove forme di lusso contemporaneo.
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