Con Under Armour e Virgin Galactic la moda vola tra le stelle: quanta pelle ci sarà nello Spacewear?

Con la firma della partnership, comunicata il 24 gennaio, Under Armour e Virgin Galactic, la compagnia area per i voli commerciali suborbitali fondata nel 2010 da Richard Branson, hanno di fatto fondato una nuova branca della moda: lo spacewear. Certo, come abbigliare e di che accessori dotare gli astronauti è una faccenda vecchia quanto la stessa astronautica. Ma il brand statunitense dello sportswear e il colosso britannico fanno un passo in più: per primi estendono lo spacewear dall’attuale nicchia di ingegneri e super-esperti alle masse che un domani, secondo gli auspici di sir Branson, potranno viaggiare ad altezze superiori ai 100 chilometri sul livello del mare. Under Armour, per venire ai dettagli della collaborazione, produrrà abbigliamento e calzature per i passeggeri. L’obiettivo è che siano “sicuri, funzionali, confortevoli e con stile”. Allo stesso modo il brand fornirà le divise e gli accessori per il personale di Virgin Galactic, dai trainer, alle hostess, fino agli ingegneri e agli addetti dello Spaceport America, l’aeroporto spaziale che la compagnia ha costruito in New Mexico. Per i dettagli delle collezioni, come si potrà immaginare, è presto: lo spacewear è ancora un progetto, come la stessa possibilità di voli commerciali suborbitali per le masse. Ma, nel momento in cui si fonda una nuova branca della moda, per la pelle si pone una sfida: sta a lei dimostrare, ad Under Armour come ai prossimi brand che si cimenteranno nel settore, di avere un ruolo anche nella moda spaziale.

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