Infrarossi e non solo: Tanning Tech, novità per Elitron e Corichem

Infrarossi e non solo: Tanning Tech, novità per Elitron e Corichem

Tecnologia a infrarossi e non solo. Indagine sui calcinai. Un progetto sulla concia biodegradabile. Sono tre temi rimbalzati tra i padiglioni dell’edizione 2020 di Simac Tanning Tech. Ad approfondire il primo e portare in fiera delle nuove proposte è stata la marchigiana Elitron. Sui secondi due fronti è invece impegnata la veneta Corichem.

Infrarossi senza sprechi

Elitron Digital Infrared, alias EDI   è stata presentata attraverso il tavolo di acquisizione Visio. Il sistema è dotato di una penna a infrarossi che consente all’operatore di identificare buchi e difetti, ma senza segnare la pelle. Non è più necessario controllare continuamente lo schermo. I segni digitali sono chiaramente visibili e codificati a colori direttamente sulla pelle. Questo non solo fa risparmiare tempo. Ma è anche molto più ergonomico e pratico per l’operatore. Insieme al software di nesting ottimizzato, le fustelle digitali sono piazzate per la massima resa di materiale ed il minimo scarto.

 

 

La ricerca di Corichem

“Quest’anno ci lanceremo in due nuove importanti avventure”. In altre prole, “due progetti co-finanziati dalla Regione Veneto. Il primo è uno studio sui calcinai. Il secondo riguarda la concia biodegradabile“. Per il momento non anticipa di più Pierluigi Braggion. Il presidente di Corichem lo ha annunciato a margine della smart conference dal titolo “La nuova era dei cambiamenti climatici: le opportunità della chimica del futuro” svolta durante Simac Tanning Tech. Secondo i dati presentati, il 19% delle aziende italiane sta implementando azioni di adattamento al cambiamento climatico o agli eventi meteorologici estremi. Però,il 66% non le adotterà prima di 3 anni. Percentuale che nel resto del mondo arriva a 57%. A frenare questo processo sono 3 elementi. I costi di attuazione (30%), la percezione che l’impatto dei cambiamenti sia limitato (35%) e la mancanza di politiche e incentivi pubblici (35%). “Noi siamo un’azienda chimica, da sempre attenta agli aspetti ambientali – conclude Braggion -. Si può vivere in un mondo senza la chimica? Beh, vorrebbe dire tornare alla preistoria”.

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