Equitan, GER, Gemata e Pajusco: le novità al Simac Tanning Tech

Equitan, GER, Gemata e Pajusco: le novità al Simac Tanning Tech

Quando si affermano nuove tendenze, servono nuove tecnologie. Prendiamo i casi di Equitan, GER, Gemata e Pajusco. Se le aziende che utilizzano la pelle come materia prima si riorganizzano per rispondere alle nuove esigenze di mercato, lo stesso fa il mondo delle tecnologie. “Faticando sempre di più a ottenere margini lavorando sui volumi, molti operatori stanno concentrando la loro attenzione sull’ottimizzazione dei processi e quindi la riduzione degli sprechi e più in generale dei costi” spiega il managing director di GER Elettronica, Cesare Dal Monte. Una piccola rivoluzione i cui effetti si sono visti chiaramente tra i padiglioni della fiera. Ecco le novità al Simac Tanning Tech (svolto a Fieramilano Rho la scorsa settimana) messe in mostra da queste quattro aziende.

Le frontiere di GER

Cominciamo dalle novità proposte dall’azienda di Montecchio Maggiore: I.Data, I.Gun e la realtà aumentata. Il primo è un software che elabora l’enorme quantità di dati raccolti dai dispositivi GER lungo il processo conciario (superficie, mappatura degli spessori, colore, ecc.). In questo modo è in grado di fornire indicazioni di business intelligence per orientare la produzione e analizzare la resa di ciascuna fase. Il secondo è il brevetto I.Gun, che rivoluziona il controllo in linea della spruzzatura con l’applicazione di tecnologie di artificial vision. L’occhio di I.Gun è una telecamera HFR (High Frame Rate) in grado di catturare fotogrammi di ciascuna pistola in movimento. Un software sviluppato ad hoc analizza queste immagini in tempo reale e rileva le caratteristiche del cono di spruzzatura. In caso di anomalie, il sistema allerta subito l’operatore che può adottare le opportune contromisure. Attraverso questo controllo continuo I.GUN permette anche di certificare l’uniformità dell’applicazione dei prodotti.

GEMATA condivide i brevetti

“Il tempo delle grandi quantità è passato, ora serve velocità” spiega Gianni Maitan dallo stand Gemata. L’azienda di Trissino (Vicenza) ha portato in fiera un’intera linea di produzione. La “Greenfinish“, questo il nome della linea brevettata, consente il processo di rivestimento in resina e il processo di finitura in modo continuo. Riduce così i tempi di lavorazione ed evita l’accatastamento e l’ulteriore manipolazione delle pelli. La principale novità introdotta nella nuova linea è rappresentata dalla spalmatrice “Greenstar”. Si tratta dell’evoluzione della Megastar, che deposita l’adesivo direttamente sulle pelli. In entrambi i casi si tratta di marchi registrati, ma che Gemata concede in utilizzo a chi acquista i propri macchinari. Un modo per certificare la qualità.

 

 

Pajusco regala spazio

“Il 2019 è stato in linea con gli anni passati e il 2020 è iniziato bene: siamo contenti” spiega Olimpio Storti, Sales Manager della Pajusco Tecnologie. Due le novità portate in fiera dall’azienda di Montebello Vicentino. La prima è rappresentata dal bottale “Smart”. Il nuovo strumento è realizzato in polipropilene antiacido e si basa su un movimento che genera un “sistema pioggia” in ogni lavorazione. “Tutti i controlli sono automatizzati – spiega Storti -. Attraverso un display si controlla la temperatura in ogni momento, si possono definire i parametri di lavoro del bottale e si è aggiornati sulla manutenzione”. La seconda innovazione è invece data da un accessorio legato ai bottali. “Si tratta di un modello innovativo di “banana” che contiene al suo interno il filtro – spiega Storti -. Normalmente quest’ultimo è collocato al di sotto del bottale solo nel momento del bisogno, poi si sposta. Tutto questo però richiede tempo e spazio. Problemi che la nuova banana risolve”.

Le sfere “magiche” di Equitan

Preso letteralmente d’assalto lo stand Equitan. Molte le richieste di informazioni per il tappeto biconico, per le piattaforme di sollevamento e il calibro wifi. Ad attirare tantissimi curiosi sono state anche le nuovissime “Gumball“. “Si tratta di una sfera concava la cui parte interna è ricoperta da uno strato di materiale adesivo lavabile con acqua spiega il General Manager, Antonio Antoniazzi –. Va introdotta, generalmente tre alla volta, in un bottale di follonaggio: durante il processo la sfera raccoglie tutta la polvere. Un altro vantaggio delle sfere è che migliorano l’effetto follonaggio stesso, ammorbidendo la pelle”. (art)

 

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