Il 2019 è stato un anno duro per la pelle (con poche eccezioni)

Il 2019 è stato un anno duro per la pelle (con poche eccezioni)

Il 2019 è stato un anno duro per la pelle. La concia italiana ha sofferto sia il calo del valore di produzione che dell’export. Ma nessuna filiera nazionale, fatta salva qualche eccezione, è uscita bene dall’anno da poco messo alle spalle. Il contesto internazionale, d’altronde, è lo stesso per tutti: ed è stato, come sottolinea il Servizio Economico di Lineapelle, all’insegna delle incertezze. Riscontri positivi sono arrivati dalla pelletteria. Ma, per il resto, i brand della calzatura e dell’automotive hanno messo in atto politiche di contenimento dei costi. Arredo e abbigliamento, infine, non hanno spiccato per dinamismo.

Il bilancio italiano
Come riportano i Market Insights del Servizio Economico di Lineapelle, il valore di produzione della concia italiana nel 2019 ha ceduto il 7,3% su base annua. In metri quadri, il calo equivale al -11,6%, mentre il cuoio suola ha perso nello stesso periodo l’8,2% in peso rispetto al 2018.

Un anno duro per la pelle
Faticano tutte le filiere nazionali d’Europa, Asia e America, si diceva. Per sintesi, si fa prima a dire chi ha chiuso il 2019 in area positiva: la Francia per le bovine, la Spagna (che è stabile nell’ovicaprino) per i vitelli e la Turchia.

Il 2019 degli altri
Il 2019 chiude con risultati in contrazione anche per tessuti, sintetici e succedanei. Il comparto segnala perdite di tutti i principali produttori europei (-4% la media), con particolare sofferenza di tedeschi (-10%) e italiani (-3%). “Piatta la conclusione 2019 per il settore degli accessori e componenti – si legge nel Market Insights –, con la media UE che chiude in stabilità a fine anno rispetto al corrispettivo 2018. Pesa la performance negativa dei produttori italiani (-4%) e la debolezza dei tedeschi (in stabilità negativa a seguito di un ultimo trimestre 2019 particolarmente negativo); positivo invece l’andamento dei francesi (+5%) nonostante un rallentamento verso il finale dell’anno”.

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