La circolarità della pelle italiana, “un processo vincente”: un successo il workshop UNIC a Lineapelle96

Ridurre il consumo energetico. Ridare valore a ciò che altrimenti rappresenterebbe un rifiuto. Allungare la vita dei prodotti. Sono i tre concetti su cui si fonda la circolarità, protagonista del workshop “La circolarità della della pelle italiana – Sostenibilità a 360°”, organizzato da UNIC – Concerie Italiane in collaborazione con Confindustria e Lineapelle per presentare le best practice individuate da alcune aziende della filiera ed esponendo i prodotti realizzati da Aquarno, Ebarrito, eMOTIVI, Favini, Lapi Gelatine, Maprotec, Motta Pelli, Regenesi, Re-new, Sagitta, tbSTUDIO. “L’economia circolare è un processo intrinsecamente win-win perché la produzione avviene riducendo i rifiuti conferiti in discarica, utilizzando meno combustibile e quindi generando meno emissioni” ha spiegato Marco Valli di Confindustria, il quale, sulla base dei dati del rapporto GreenItaly 2018 di Symbola, ha evidenziato che “l’Italia è il Paese europeo che produce meno rifiuti rispetto al valore di 1 milione di euro di prodotto finito e seconda, dopo solo la Germania, per il riciclo di rifiuti industriali” e tutto è stato possibile “perché, da sempre, abbiamo imparato a fare tanto con poco“. “L’economia circolare non si fa da soli” ha aggiunto Fabiana Orlandi di UNIC, introducendo così l’importante progetto creato dall’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) per mettere in relazione “due o più aziende dissimili”, ha spiegato Pier Luigi Porta. “L’idea nasce dal concetto di simbiosi industriale, in cui le imprese riconoscono le interazioni possibili tra loro, partendo dai propri rifiuti che possono rappresentare la materia prima di qualcun altro – continua Porta -, ma condividendo anche servizi o esperienza”.

 

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