Balenciaga al centro della cronaca: a Londra una mostra celebra il suo fondatore, ma negli USA la querelano per plagio e a Parigi per sequestro di modelle

Al Victoria & Albert Museum di Londra si celebra con una mostra Cristóbal Balenciaga, fondatore dell’omonima griffe. L’esposizione dal titolo “Balenciaga: Shaping Fashion”, attesa per il prossimo 27 maggio, festeggia la storia della maison mettendo insieme oltre 100 capi storici: cappelli, accessori, disegni, campioni di tessuto, fotografie d’archivio. Un gancio col presente è poi dato raccontando l’eredità dello stilista nel lavoro di giovani designer come Alexander Wang, Molly Goddard, J.W.Anderson e Demna Gvasalia, dal 2015 art director Balenciaga. E fin qui, la notizia positiva. Perché, per il resto, il modo cui la griffe del gruppo Kering sta presenziando le pagine della cronaca è tutt’altro che positivo. Ha fatto scalpore la notizia, proveniente da Parigi, del trattamento riservato alle circa 150 modelle presentatesi nel quartier generale della griffe per un provino. Le ragazze sarebbero state chiuse dai due direttori del casting (impegnati per la pausa pranzo) per tre ore in un ambiente senza luci e finestre. I responsabili della selezione sono stati licenziati in tronco, ma l’episodio, denunciato sui social dal direttore di un’influente agenzia di casting, ha creato grosso imbarazzo per la griffe. Non solo. Cattive notizie arrivano anche dagli USA. JPT, proprietaria del brand di sandali Bernardo, ha promosso un’azione legale contro Balenciaga con l’accusa di aver copiato un suo modello, presentata ad una corte del Southern District of Texas a giugno. La denuncia è emersa per la recente richiesta di Balenciaga di trasferimento del caso ad una corte di Manhattan. “Balenciaga ha copiato l’innovativo design di Bernardo e attivato la produzione e distribuzione attraverso il retail e outlets online” si legge nei documenti. JPT sostiene che “sin dal 1946 Bernardo è un nome leader per il suo sofisticato design”. Al centro della vertenza due licenze (D577,182 e D581,149) ottenute nel 2008 per il modello Mojo, sandalo a T con ornamenti metallici e pietruzze su cinghietta, che Bloomingdale’s, Lord & Taylor e Zappos prezzano poco al di sotto dei 200 dollari. Il modello in questione firmato Balenciaga costa circa il doppio da Bergdorfs Goodman, Barneys e Net-a-Porter. (mvg/pt)

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