Butta male per Ferragamo, ma Leonardo ci crede e rifiuta le avance

Butta male per Ferragamo, ma Leonardo ci crede e rifiuta le avance

Invertire la tendenza per il brand Ferragamo è dura: si prevede un calo superiore al 10% nel primo semestre dell’anno. Ciononostante la famiglia ci crede e, per questo, rifiuta i corteggiatori. Secondo il presidente Leonardo Ferragamo la strada intrapresa è quella giusta: occorre solo aspettare che giri il vento.

Butta male

Non è un momento facile per Ferragamo. Nell’ultima settimana il titolo sta risalendo la china, ma ha perso il 29% da inizio 2024 e il 41% negli ultimi 12 mesi. Gli analisti si dividono sul futuro del titolo. UBS ha ridotto da 9,5 a 9 euro il target price, confermando la raccomandazione sell. Anche Goldman Sachs ha ridotto da 10 a 9,10 euro l’obiettivo di prezzo, ma ha alzato la valutazione da “sell” a “neutral”. Si prevedono ricavi intorno ai 520 milioni nel primo semestre 2024, con un calo superiore al 10% rispetto al 2023.

 

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La famiglia ci crede

I Ferragamo, intanto, sembrano certi di aver imboccato la strada giusta, intrapresa con l’arrivo del CEO Marco Gobbetti. Il gruppo fiorentino si trova a metà percorso e aspetta di cogliere i frutti del lavoro. “La mia famiglia è determinata a portare a termine un percorso di lungo periodo, con l’obiettivo di far evolvere un’azienda che, poggiando su una storia meravigliosa, si sta proiettando nel futuro del lusso globale – afferma Leonardo Ferragamo al Corriere della Sera –. Gli investitori sono spesso impazienti e non sempre allineati alle politiche di lungo periodo. Ma noi vogliamo gratificare chi ha creduto in noi”.

Il controllo

La griffe Ferragamo è da anni al centro delle indiscrezioni di mercato. Perché è considerato un marchio piccolo, di proprietà familiare e per questo facile preda dei colossi del lusso o di fondi di private equity. Ma la famiglia Ferragamo, riunita nella Ferragamo Finanziaria, holding che detiene il 54% del capitale del gruppo e il 66% dei diritti di voto, ha sempre risposto picche (e intende continuare a farlo).

Il bilancio

Affari&Finanza di Repubblica si concentra proprio su Ferragamo Finanziaria, che ha chiuso il bilancio del 2023 con un utile passato da 29,6 a 24,4 milioni di euro. Anche il dividendo distribuito ai soci si è ridotto da 24,8 a 7,6 milioni, con 16,8 milioni di utile destinato a riserva straordinaria. Ma a influire sulle decisioni e strategie della famiglia Ferragamo è probabilmente la valutazione che, nonostante il calo del titolo in Borsa (-59% negli ultimi 5 anni), la Ferragamo Finanziaria offrirebbe una maxi plusvalenza potenziale di oltre 570 milioni di euro. (mv)

Foto da Facebook

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