Clamoroso a Parigi: i dipendenti di Vuitton scioperano. “Pagateci di più”. Non succedeva da 15 anni

“Convincere i dipendenti di Louis Vuitton a scioperare non è semplice. Molti temono di essere malvisti. Ma questa volta lo scontento è alto e buona parte ha accettato di farlo”. Parole dei sindacati francesi (FO, CFDT, CFTC et CGT), utilizzate per descrivere una notizia clamorosa: gli addetti delle Usines Vuitton, per la prima volta negli ultimi 15 anni (se si eccettua la protesta di un terzista, datata aprile 2016), hanno incrociato le braccia per lamentarsi della loro retribuzione e di come la griffe vorrebbe adeguarli. Lo sciopero di un’ora si è svolto ieri mattina e, secondo i sindacati, ha coinvolto in alcune fabbriche il 25% dei dipendenti, in altre fino al 50%. LVMH non ha commentato. Oggetto della protesta: la proposta di aumento salariale fatta dalla griffe, pari (a quanto dicono i sindacati) in media a 30 euro lordi e ritenuta dai lavoratori “non degna”. LVMH ha registrato nel 2016 un altro bilancio definito eccezionale. “Siamo fieri di aver contribuito a questo risultato, ma chiediamo una remunerazione in linea con il nostro impegno e con la reputazione di LV”. Intanto, però, lavorare per Vuitton resta il sogno degli universitari francesi. Secondo la società di recruiting Universum, infatti, per il 12esimo anno consecutivo la griffe rappresenta la società francese più ambita da chi studia in facoltà legate a business, marketing e gestione d’impresa. L’analisi è stata svolta su un campione di circa 40.000 studenti.

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