Cosa ne è del mercato cinese del lusso dopo un anno di Zero Covid

Cosa ne è del mercato cinese del lusso dopo un anno di Zero Covid

Calo dei volumi d’affari. Trasformazione delle priorità dei clienti. Mentre nel 2022 il mondo, grazie al successo delle campagne vaccinali, usciva dalle restrizioni della pandemia, la Cina ha vissuto ancora un anno di Zero Covid, come si definisce la politica di Pechino di chiusure e lockdown al rilevamento di casi (anche pochi) di positività. Quello che nei calcoli di Bain doveva diventare entro il 2025 il primo mercato del lusso, ha subito il colpo. “Il 2022 ha rappresentato un anno di rallentamento per la Cina e per i consumatori cinesi, soprattutto in relazione agli alti tassi di crescita degli anni passati – spiega a il Sole 24 Ore Federica Levato, senior partner Bain & Co –. Di conseguenza e alla luce anche dell’attuale situazione e in particolare al permanere delle politiche restrittive abbiamo rivisto il nostro forecast futuro sulla Cina”.

Un anno di Zero Covid

In questo senso è confortante apprendere, come batte ANSA, che il governo cinese ha annunciato un piano di allentamento delle politiche restrittive. La quarantena all’arrivo nel Paese passa da dieci a otto giorni, ad esempio, mentre cade l’obbligo di identificazione e isolamento per i contatti secondari. Piccoli passi, che arrivano quando il danno, intanto, è fatto. Secondo le ultime valutazioni di Bain nel 2021 i consumi cinesi valevano 283 miliardi di euro, rappresentando una quota del 21% del mercato globale del lusso. “Pensiamo che la Cina rimarrà un driver fondamentale per l’evoluzione del mercato – continua Lovato, a proposito delle stime per il 2022 –. Abbiamo anche osservato quest’anno in particolar modo come i consumatori locali abbiano dimostrato maggiore appetito per il lusso, rafforzando la propria incidenza”. Un po’ come accaduto anche alle nostre latitudini nel 2020/21, i lockdown trasformano le gerarchie degli acquisti. Dopo tre anni confinati negli appartamenti, aggiunge Yuan Zou, head of Europe Luxury and Fashion di Hylink Digital Solutions, i cinesi “hanno cambiato atteggiamento d’acquisto. Per esempio, non vedono la necessità di investire in una borsa o in un paio di scarpe che non hanno occasione di usare, preferiscono i prodotti per la casa”.

Foto Shutterstock

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