Fendi punta al raddoppio: “Investiamo su leather good e pelliccia, i nostri fondamentali”. Previsti investimenti produttivi in Italia

Fendi punta al raddoppio di fatturato. Un obiettivo da raggiungere a passi lenti, ma costanti, nell’arco di un decennio, quasi coincidendo con i “primi 100 anni” della griffe (fondata nel 1925) di proprietà dei francesi di LVMH, il cui fatturato stimato, oggi, dovrebbe essere di circa 1,2 miliardi di euro. Un obiettivo da centrare consolidando la propria dimensione. Cioè, “semplicemente”, partendo dai suoi “fondamentali” e da quello per cui la maison è conosciuta. “Fendi significa leathergoods e pelliccia. Qui è dove risiede il futuro e far crescere questo rappresenta la miglior fonte di espansione” ha detto Serge Brunschwig, ceo e presidente di Fendi, in una intervista rilasciata a Miami alla testata MFFashion. Per poter aumentare i ricavi bisogna incrementare la produzione che attualmente Fendi svolge a Bagno Ripoli per la pelletteria, a Porto San Giorgio per le calzature, a Roma per pelliccia e abbigliamento e in Svizzera per gli orologi. Questi sono i poli specifici attorno ai quali gravitano altre aziende satellite. “C’è un grande progetto in arrivo che non abbiamo ancora annunciato. Per noi il made in Italy è molto importante. E vogliamo continuare a investire. Nel 2020 ci sarà una nuova espansione produttiva all’insegna del made in Italy perché in futuro aumenteremo la percentuale di produzione diretta” ha rivelato il manager. La griffe inizierà il 2019 con il rilancio dell’iconica borsa Baguette che compirà 20 anni. (mv)

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