Green, di qualità, durevole: tre buone ragioni per sostenere il lusso italiano

Da un lato c’è il fast fashion, i cui marchi presentano una collezione e sei mesi dopo “la buttano nel cestino”. Dall’altro c’è il lusso, dove un modello come la Kelly di Hermès, disegnato negli anni ’30, non è mai passato di moda. Secondo Alessandro Brun, docente del Master in Global Luxury Management della School of Management del Politecnico di Milano, ci sono tre buone ragioni per sostenere il lusso. La durevolezza, come ha spiegato nell’intervento su il Sole 24 Ore, è uno di questi. Il consumo di lusso è di per sé “etico”, perché i modelli e prodotti di alta gamma sono in grado di sfidare il tempo: in confronto alla bulimia della moda da 52 collezioni l’anno, “comprare meno e in maniera più responsabile è possibile – argomenta –, anche quando si tratta di beni che per essere prodotti hanno inevitabilmente un impatto sull’ambiente”. Proprio per questo (e qui veniamo alla seconda ragione) il lusso è sostenibile, da sempre e in maniera onnicomprensiva: anzi, argomenta Brun, prima o poi si dovrà precisare “che se non è sostenibile, non è vero lusso”. Infine, comprare prodotti top è un modo per sostenere il made in Italy e beneficiare delle garanzie che questo offre: “Un prodotto di alta gamma italiano è realizzato in Italia con il rispetto di regole molto restrittive”, si legge sul quotidiani.

In foto, la Kelly di Hermès

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