Gucci si aggiunge al gruppo di chi aumenta i prezzi

Gucci joins the group of brands increasing their prices

C’è chi li ha aumentati. Per esempio: CHANEL, Dior, Louis Vuitton. E c’è chi li ha abbassati, come Mulberry e Burberry). Ognuno con le sue ragionate motivazioni. Il tutto, per una strategia commerciale che ha nell’Asia, e nel mercato cinese in particolare, il suo focus. E, a quanto pare, non è un trend destinato a esaurirsi. Infatti, Gucci si aggiunge alla schiera della griffe che hanno preferito ritoccare all’insù i listini di vendita.

Tra il 5 e il 9%

Il brand guidato da Marco Bizzarri, secondo un rapporto elaborato dagli analisti di Jefferies, ha praticato aumenti tra il 5 e il 9% dei cartellini dei modelli Dioniso e Zumi. Lo ha fatto in Cina, ma anche in Italia e Regno Unito.

Gucci si aggiunge

L’analista di Jeffries Flavio Cereda ha spiegato nel report che la variazione di prezzo andrebbe a ridurre il divario tra i listini delle borse. Quindi, tra quelli in Europa, dove sono inferiori, e gli altri principali mercati del lusso, come la Cina. Ma, nonostante questo, come approfondisce ancora Jefferies sul portale Business of Fashion, il prezzo di una Dioniso Bag in Cina è del 28% più alto rispetto a quello italiano dopo l’aumento. Differenza valida anche per il modello Zumi Bag: +23%.

Nessuna sorpresa

“Non ci sorprende che Gucci, stia seguendo l’esempio di un opportunistico aumento dei prezzi nel tentativo di mitigare la contrazione dei ricavi” ha dichiarato Cereda. Gucci, da noi contattato, non ha commentato la notizia. (mv)

Nell’immagine, Milano 2020 (Imagoeconomica)

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