Il boom in Cina salva il trimestre e ora Richemont può investire

Il boom in Cina salva il trimestre e ora Richemont può investire

Boom in Cina per Richemont: vendite a +78% a cambi costanti nel primo semestre. Dal -47% dei primi tre mesi dell’anno, il gruppo elvetico passa ad un soddisfacente -2% del secondo trimestre. “Una forte presenza in Cina e un’accelerazione delle iniziative digitali – afferma in una nota il presidente Johann Rupert – hanno parzialmente mitigato le conseguenze della chiusura temporanea dei negozi e del blocco del turismo”. Il gruppo elvetico ha investito 550 milioni di dollari in Farfetch, nell’accordo con Alibaba per il mercato cinese.

Boom in Cina

La ferita del coronavirus sui conti di Richemont è ancora evidente. Nel primo semestre i ricavi arretrano a 5,48 miliardi di euro, -26% a cambi effettivi e -25% a cambi costanti. L’utile è sceso dell’82% a 159 milioni di euro. Questo il risultato di due trimestri molto diversi per il gigante elvetico che oggi vede la Cina come il suo primo mercato. La pelletteria dei marchi Alaïa, Chloé. Dunhill, Peter Millar, Purdey, Serapian rappresenta il 9% del fatturato. I ricavi dei “writing instruments” (tra cui i prodotti del marchio Montblanc) generano il 2% del fatturato e sono calati nel semestre del 39% a cambi costanti.

Gli investimenti

Il nostro solido bilancio e la nostra resilienza collettiva ci aiuteranno a superare questi tempi volatili, nonostante la mancanza di visibilità” chiosa Rupert. Richemont ha annunciato l’investimento in Farfetch, dicevamo, con Alibaba e Artemis. L’obiettivo è (come sempre) la Cina, dove Farfetch lancerà canali di shopping di lusso sulle piattaforme di Alibaba, Tmall Luxury Pavilion e Luxury Soho. (mv)

 

 

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