Il CEO di Ferragamo svela perché il lusso vola anche con la crisi

Il CEO di Ferragamo svela perché il lusso vola anche con le crisi

Il lusso è anticiclico, si sente dire. Il lusso fa riferimento a un pubblico d’élite meno condizionato dai grandi fenomeni macroeconomici, si può aggiungere. Ma se il lusso vola anche con la crisi, dipende da un fattore di psicologia di massa. Lo spiega Micaela Le Divelec Lemmi, CEO di Ferragamo. Il brand italiano nel 2018 ha fatturato 1,34 miliardi di euro. In una recente comunicazione borsistica, Ferragamo rivendica di acquistare in prevalenza pelli dall’industria conciaria italiana, garanzia per la sostenibilità del prodotto.

Il lusso vola anche con la crisi
“Il settore lusso è sempre stato in controtendenza – spiega Le Divelec a Il Messaggero –. Soprattutto nei momenti di difficoltà economica l’acquisto di prodotti di lusso aiuta a gratificarsi”. È questa la ragione psicologica del consumatore: il proprio benessere mentale. “Dovendo fare delle scelte, molto spesso le persone sono disposte a rinunciare a qualcosa di più comune a vantaggio di prodotti che aumentano l’autostima”.

Italianità
Il mercato nostrano ha qualche vantaggio in più, riconosce il CEO di Ferragamo: “L’Italia resta una delle destinazioni preferite dalla clientela asiatica, ben disposta a spendere per un brand di lusso”. L’alto di gamma nostrano, ancor di più, si può far forte di un heritage unico. Anche in questo frangente, “mantenere la propria italianità è un’opportunità. Per preservare la visione a livello proprietario – continua – nei confronti dell’azienda, è importante il senso della missione con cui viene passato il testimone alle nuove generazioni”. L’italianità è un vantaggio anche per quei marchi passati sotto il controllo estero: “In questi anni c’è stato un ingresso massivo di gruppi stranieri, spesso francesi – commenta Le Divelec –. Hanno sempre rispettato le competenze e le professionalità presenti, tanto che i brand non sono stati snaturati. Anzi”.

La pelle sostenibile
Per Ferragamo di italiano c’è anche la pelle, dicevamo. Facendo ricorso ai dati elaborati dal Report di Sostenibilità di UNIC – Concerie Italiane, il brand italiano può sostenere che l’impiego di pellami italiani è una risorsa nelle strategie di sostenibilità. Perché? Perché la filiera del Belpaese monitora e traccia di anno in anno i miglioramenti nei termini dell’impatto ambientale e sociale. I risultati ci sono. E si vedono.

Foto da Salvatore Ferragamo

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