Il lusso è nella qualità e non nel prezzo. E se lo dicono i big…

Il lusso è nella qualità e non nel prezzo. E se lo dicono i big…

Cosa vuol dire lusso oggi? La definizione non è la stessa per tutti. Ma un punto mette molti d’accordo: il lusso è nella qualità, non nel prezzo degli accessori. Coco Chanel diceva: “Alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. È l’opposto della volgarità”. Ma oggi? “Lusso non vuol dire prezzo alto. Lusso significa qualità altissima del prodotto”, afferma Alexandre Arnault, CEO di Rimowa e figlio di Bernard, CEO di LVMH Bernard Arnault. Il suo pensiero è vicino a quello espresso lo scorso autunno da Alessandro Bogliolo, CEO di Tiffany. Non solo. Anche a quello del direttore creativo di Montblanc, Zaim Kamal.

Il lusso è nella qualità e non nel prezzo

Secondo il giovane Arnault, 27 anni, la parola lusso è “troppo legata al prezzo“. Ad un evento organizzato da Goldman Sachs, come riporta Business Insider, Arnault ha detto di non gradire la descrizione di Rimowa come brand di lusso. “Quando pensi al lusso, pensi ai negozi dove puoi andare per comprare cose che non puoi permetterti – sono le sue parole –. Per me, quando compri una borsa Louis Vuitton da 4.000 dollari, che sono un sacco di soldi, compri un prodotto di lusso. Un prodotto realizzato con lo stesso livello di artigianalità, qualità, con tutte le caratteristiche che lo rendono desiderabile. Non credo che il prezzo dovrebbe entrare nell’equazione”. Un concetto applicabile anche alle valige di Rimowa. Il brand sta acquisendo prestigio, ha spiegato il CEO, non perché vende una valigia a mille dollari, ma perché la valigia è realizzata in lega di alluminio anodizzato e manici in pelle fatti a mano. Così come i pezzi dell’ultima collezione Dior x Rimowa realizzati con pelle di vitello a grana grossa.

 

 

 

L’idea di Bogliolo

Ad Alessandro Bogliolo, CEO di Tiffany, la parola lusso non piace, al punto che la evita. “Mi piace definire Tiffany come un marchio leggendario” ha detto lo scorso novembre in occasione del summit The Year Ahead di Bloomberg. “Le generazioni più giovani hanno un approccio diverso al concetto di lusso rispetto a quelle più anziane”.

E quella di Zaim

Ancora a Business Insider Zaim Kamal spiegava nel dicembre 2019 che i marchi di fascia alta non sono più in grado di definire la parola lusso. Sta al consumatore farlo da solo. “Le persone ridefiniscono il proprio senso del lusso e il senso del lusso di ognuno è diverso”, sostiene il designer. Dopotutto non è sbagliato il concetto che il termine lusso definisca un prodotto di qualità eccelsa, piuttosto che il suo prezzo. Anche perché chiunque può mettere un prezzo su una banana e venderla per 120.000 dollari. (mv)

 

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