L’app che scruta gli accessori usati e riconosce i falsi: ecco Entrupy, il detective per acquisti di lusso

Il perfezionamento di Entrupy ha creato un sistema di analisi sull’originalità della pelletteria del lusso. Il servizio, che si noleggia al costo iniziale di 299 dollari, consiste in un macchinario elettronico (delle dimensioni di una pila elettrica) che scruta la borsa attraverso la telecamera dello smartphone. L’analisi è accurata in oltre il 98% dei casi e si può applicare a 11 brand, fra cui Louis Vuitton, Chanel e Gucci. “Sino a dieci anni fa una donna che acquistasse una borsa di seconda mano Chanel, Gucci e Prada, era certa dell’acquisto, ma adesso con l’eccesso di commercio illegittimo via internet, la differenza tra originale e falsificato è difficile da scoprire” sintetizza Susan Scafidi, direttore del Fashion Law Institute di Fordham University a New York. Entrupy amplifica di 260 volte le immagini e scopre, a giudizio del fabbricante, elementi non rilevabili ad occhio nudo, come marchietti, microscopici fori nella pelle e pitturazioni imperfette. Al momento ci sono in concessione 160 pezzi, noleggiati da negozi che trattano il lusso di seconda mano, banchi di pegno, grossisti, ma anche catene al dettaglio. Entrupy è stato creato da un imprenditore indiano, Vidyuth Srinivasan, e da due connazionali che lavorano come ricercatori alla New York University. Il database del prodotto include milioni di immagini di 30.000 portafogli e borse. La start-up ha usufruito a luglio di un investimento di 2,6 milioni di dollari da un’azienda giapponese.

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