L’estate non tradisce le griffe, che perdono molto meno del previsto. “Il calo s’è fermato. Tutto sommato, meglio così”, dice Savigny Luxury Index

Il top di gamma tira un sospiro di sollievo. Secondo il Savigny Luxury Index, che ha analizzato l’andamento nel mese di agosto di 19 brand o gruppi dell’high end (come Kering, LVMH e Tod’s), le perdite complessive sono state di poco meno del 2% (nella foto). Buon risultato, viste le premesse. Alla vigilia della pausa estiva da Hong Kong arrivavano dati di segno meno sul retail per il 17esimo mese consecutivo, la distribuzione nella Cina continentale soffriva di un rallentamento simile, mentre comparti come la gioielleria e gli orologi attraversano una fase nera. Di buono c’erano il rimbalzo a +7% dei consumi in Gran Bretagna (grazie alla svalutazione della sterlina) e un certo ritorno alla spesa dei giapponesi. Malgrado un contesto affatto roseo, gli affari agostani non sono andati così male. Stando al Savigny Luxury Index, tra le case di moda le performance migliori le hanno registrate Coach (malgrado a un ritmo più lento delle sue previsioni di crescita) e Brunello Cucinelli, in ascesa. Parabole diverse hanno seguito Ralph Lauren, che non ha guadagnato nelle vendite, ma nella quotazione in Borsa, e Michael Kors, che sta riformando la propria distribuzione wholesale e ha visto crollare del 7% il sell out nel secondo trimestre. Nota di merito a Prada, che pare dare un segnale di inversione di tendenza. Secondo gli analisti di Savigny, lo scenario complessivo è che il sistema moda ad agosto si sia “fermato”. Considerato che le crisi finanziarie del 2015 e ancora prima del 2011 si sono scatenate proprio in estate, va bene così. Il lusso “ricava il suo spazio per respirare” e gli investitori “risultano sollevati”. All’orizzonte rimangono le solite sfide: retail e pricing. (rp)

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