LVMH ha dato una bella shakerata ai vertici di Dior e Vuitton

LVMH ha dato una bella shakerata ai vertici di Dior e Vuitton

Rivoluzione nel management di LVMH, che ordina il rimpasto ai vertici di Dior e Vuitton. Pietro Beccari (nella foto a destra) lascia Dior per diventare il CEO di Louis Vuitton, dove prende il posto di Michael Burke (nella foto a sinistra), che assumerà nuove responsabilità. Intanto Delphine Arnault (al centro), primogenita di Bernard, lascia l’incarico di vicepresidente di Vuitton per assumere quello di CEO di Dior, sostituendo quindi Beccari. La shakerata potrebbe innescare ulteriori cambiamenti creativi e dirigenziali in LVMH. E “riflettono anche la transizione di leadership in corso all’interno della famiglia Arnault“, commentano da RBC Europe.

I vertici di Dior e Vuitton

Di solito i cambi nei ruoli apicali avvengono quando le aziende vacillano o sono ferme. Viceversa, Bernard Arnault, boss di LVMH, ha deciso di dare una scossa ai suoi due migliori marchi quando le cose vanno bene. Secondo HSBC Louis Vuitton è arrivato a fatturare 20,6 miliardi di euro. È il marchio più grande nell’universo della moda. E dal primo febbraio sarà guidato da un italiano, Pietro Beccari, che ha fatto grande Dior. Il manager parmense vi è entrato nel 2018, e da quel momento le vendite sono quasi quadruplicate, fino a sfiorare i 9 miliardi di euro del 2022, secondo le stime di HSBC (fonte BoF). Beccari succederà a Burke, che lascia Vuitton dopo un decennio stellare. Burke “assumerà nuove responsabilità, riportando direttamente a Bernard Arnault”, si legge nel comunicato di LVMH. Sempre all’interno di Dior, Charles Delapalme, vicepresidente esecutivo di Christian Dior Couture, si sposta nel ruolo di managing director.

 

 

La figlia di Arnault

Al posto di Beccari, dicevamo, arriva Delphine Arnault, che assume il suo primo ruolo di CEO in una delle maison più prestigiose dell’impero familiare. Fino a oggi, la primogenita di Arnault è stata una figura di potere, ma dietro le quinte. Dal 2013 è stata vicepresidente esecutiva di Louis Vuitton, con la responsabilità di supervisionare tutte le attività legate ai prodotti del marchio. Commentando questi “significativi cambiamenti organizzativi”, Bernard Arnault ha definito l’arrivo della figlia in Dior come “un’altra pietra miliare in un percorso professionale nella moda e nella pelletteria definito dall’eccellenza”. “Riteniamo che questi cambiamenti di gestione siano positivi sia per i marchi Louis Vuitton che per Dior, e sottolineano la forza del gruppo LVMH e il suo approccio di custode a lungo termine, che consideriamo uno dei principali vantaggi competitivi del gruppo”, è la posizione di RBC Europe in una nota riportata da WWD. (mv)

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