OTB nel 2025 arretra, ma regge: ora valuta acquisizioni di filiera

OTB nel 2025 arretra, ma regge: ora valuta acquisizioni di filiera

OTB, in forza dei risultati nel 2025, non esclude acquisizioni nella filiera produttiva. Anzi. Il CEO del gruppo, Ubaldo Minelli, ha lasciato la porta aperta a possibili operazioni di integrazione delle imprese produttrici, così come è avvenuto con la pelletteria Frassineti e il calzaturificio Stephen. Non solo, perché OTB da tempo valuta acquisizioni anche di marchi.

I risultati del 2025

Il gruppo opera con i marchi Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, le aziende Staff International e Brave Kid, e una partecipazione nel brand Amiri. Il fatturato del 2025 è stato di 1,7 miliardi di euro, -4,8% rispetto al 2024. “Considerando il contesto, non possiamo lamentarci troppo. Ma neppure accontentarci, ovviamente, e speriamo che nel 2026 la tendenza si inverta” ha detto Minelli a Il Sole 24 Ore. Secondo il CEO il calo si deve alla riduzione delle entrate dal wholesale, mentre non sono da sottovalutare, a suo dire, i 64 milioni di investimenti compiuti nell’anno sul canale retail diretto e per l’innovazione (intelligenza artificiale e clienteling). Anche a causa degli investimenti, la marginalità del gruppo si è ridotta. L’utile prima di interessi, tasse e ammortamenti si è abbassato del 14% a 237,3 milioni di euro. “Gli indici di redditività hanno tenuto nonostante il calo di fatturato e la decisione di non ritoccare al rialzo i listini dei vari marchi – continua –, se non quando necessario per un aumento di costi delle materie prime, ad esempio. Questa politica di value for money è premiante”.

 

 

Ora valuta acquisizioni

Il CEO ha evidenziato la crescita di Maison Margiela (+8,4%) e la redditività di Diesel: la più alta nell’ultimo decennio. “Sono convinto che la creatività debba sempre rimanere al centro dei processi aziendali – ha aggiunto il presidente e fondatore Renzo Rosso con WWD –. La creatività è il nostro vero strumento per superare qualsiasi crisi”. Proprio Rosso aveva rivelato di aver presentato un’offerta per prendersi Versace, poi finito nel gruppo Prada. E indiscrezioni, poi smentite, lo volevano interessato a rilevare Alexander McQueen da Kering. La vena predatoria è ancora attiva, anche per un rafforzamento della filiera di produzione. Ubaldi ha confermato dicendo che “se dovessero sorgere altre opportunità in cantiere le valuteremo”. In merito ad una possibile IPO, di cui si parla ormai da diversi anni, la posizione del gruppo non è cambiata. “Resta una delle nostre strategie ma non è collegata a un lasso di tempo – conclude Minelli –. Stiamo rafforzando la nostra attività a lungo termine e strutturando il gruppo per quando il contesto sarà più favorevole”. (mv)

Foto dai social

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