Paris Fashion Week, Balmain pesca negli Ottanta, Celine è in rivolta, Hermès porta le radici equestri in passerella

In attesa della gran chiusura di domani, con l’attesissimo show di Chanel in ricordo della recente scomparsa di Karl Lagerfeld, il fine settimana ha confermato il buon momento creativo delle sfilate parigine (e una certa predisposizione stilistica per gli anni Ottanta). Sceglie quel decennio Olivier Rousteing per Balmain, attirato da una certa volontà di ribellione delle donne della generazione Eighities. Nero e bianco sono i colori dominanti per una collezione dove si alternano gonne a balze in pelle, top sexy, giacche dalle spalle potenti, stivali in vernice morbida con grandi catene sulla tomaia.
E Celine?
Applausi per Hedi Slimane da Celine, che ha saputo rivoluzionare il marchio, partendo dal passato. Ecco che sul défilé torna protagonista la gonna pantalone, tratto distintivo della maison negli anni Settanta, abbinata a camicetta, cappotti in cammello e lunghi stivali con il pelo. Il risultato è una collezione che mette al centro l’eleganza. Hermès riconferma anche per la donna il suo tradizionale savoir fare nell’uso della pelle. Per il womenswear la stilista Nadège Vanhee-Cybulski ha esibito audaci abiti in pelle, gonne e cappotti in pelle scamosciata nera. Tanti i riferimenti equestri: briglie di redini cucite ai lati delle gonne a matita e abiti-tunica in pelle di cervo rifiniti con fibbie di selle. Demna Gvasalia per Balenciaga ha rielaborato il DNA della maison e del suo fondatore riportando alla luce i cappotti over, trapuntati e imbottiti e si è ispirato a Parigi e alle parigine, alla loro ossessione per lo shopping. Così, accanto alle mini-big da portare a tracolla con la tipica B di Balenciaga, le modelle e modelli portano in passerella sacchetti (in pelle) da shopping. Una mossa audace e astuta: Balenciaga, si sa, è ormai famosa per le sue borse, spesso anche contestate.
La scelta di Valentino
La poesia di strada irrompe nella moda di Valentino con l’installazione di Robert Montgomery, uno dei poeti di strada scelti da Pierpaolo Piccioli per raccontare il nuovo del pensiero contemporaneo. Le poesie sono ricamate e nascoste all’interno delle fodere, nelle maniche, nelle borse. In passerella cappotti, cappe, mantelli, cappelloni, rose ricamate e maxi-fiori, piume e pizzo per una collezione che si distingue per magia e delicatezza. Da Givenchy Clare Waight-Keller porta in scena una collezione che raccoglie tanti temi, alternando abiti a fiori plissettati in verticale e abiti maschili molto sartoriali. Oggi saliranno in passerella le collezioni di Stella McCartney, Giambattista Valli e Alexander McQueen. (mb)

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