Per Armani il lusso è in declino da prima di CRV: “Rallentiamo!”

Per Armani il lusso è in declino da prima di CRV: “Rallentiamo!”

Certo, l’epidemia di Coronavirus è una crisi sanitaria, che ne innesca una sociale. Ma, secondo Re Giorgio, è anche l’occasione perché l’alto di gamma “nell’attesa di tornare alla normalità”, rifletta “sugli errori, cercando di costruire un futuro migliore”. Già, perché secondo Armani il lusso è in declino da prima che si manifestasse Covid-19. Se non nei numeri, nei valori. Lo è da quando ha iniziato a inseguire le dinamiche del fast fashion. Per questo lo stilista auspica il rallentamento delle collezioni, ma non solo: dopo aver annunciato l’endorsement per Milano, anche delle fashion week. Tutto nell’ottica di ritrovare l’esclusività e la qualità che dovrebbero identificare il segmento.

La fragilità del sistema

Dobbiamo cogliere l’occasione di cambiare il sistema e ridare il giusto valore alle cose – dice Armani a La Stampa –. La pandemia, con il forzato arresto delle attività, ci ha costretto a fare i conti con un sistema che ha rivelato tutta la sua fragilità e le sue distorsioni. Questo è il momento di rallentare la folle corsa, di fare meno e meglio, concentrandoci sul prodotto. In tutti i settori”.

Le fashion week

Re Giorgio, dicevamo, ha in mente anche le sfilate in passerella. Dopo aver annunciato che presenterà l’alta moda a Milano, e non più a Parigi, spiega che “il prossimo gennaio” inviterà “clienti e stampa nella sede storica di Armani a Palazzo Orsini, in via Borgonuovo. E da giugno metterò a disposizione su appuntamento i servizi di sartoria”. Il social distancing mette in difficoltà lo schema consueto delle settimane della moda. Ma queste non spariranno: “Le sfilate intese come momenti di autentico confronto – continua – saranno fondamentali. Ma devono essere reali banchi di prova, con calendari meno fitti. Ridimensionare questo aspetto sarebbe già il primo passo di un percorso che ridarà valore al nostro lavoro”.

Il lusso è in declino da prima di CRV

I problemi dell’alto di gamma, intanto, non sono iniziati con il Coronavirus. “Da molto sostengo, andando controcorrente, che dovremmo rallentare il passo – argomenta Re Giorgio –. L’eccessivo, e direi falso, bisogno degli ultimi anni di mostrare e produrre sempre di più, ha generato confusione e spreco. Basti pensare alla quantità di merce presente nei negozi”. La pandemia, dunque, può servire alle maison per ripensare il proprio ruolo in società: “Il declino del sistema moda era già iniziato prima dell’epidemia, quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion – conclude Armani –, aumentando le consegne nei negozi e sperando di vendere di più. Ma il lusso richiede tempo per essere realizzato e per essere apprezzato”.

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