Prada abbandona pelliccia e karakul: si allunga la lista dei brand fur free

Che ne sarà del giubbottino denim con collo in pelliccia di visone? E del paraorecchie, ancora in visone? Dei guanti in pelliccia di coyote? Della borsa in pelle, tessuto e volpetta? Insomma, che ne sarà di tutti i capi e gli accessori in pelliccia griffati Prada e proposti a prezzi che prevedono due o tre zero finali? Finiranno nel dimenticatoio o negli armadi dei collezionisti. Già, perché Miuccia Prada e Patrizio Bertelli hanno annunciato che tutti i brand del gruppo (l’ammiraglia Prada e Miu Miu, insieme a Church’s e Car Shoe) a partire dalla collezione Primavera-Estate 2020 non includeranno più la pelliccia nei nuovi prodotti. Quelli già in magazzino, invece, saranno venduti fino a esaurimento scorte.
I materiali coinvolti
Prada comunica di aver fatto riferimento alla definizione di pelliccia offerta dal Fur Free Retailer Program: “Il vello di un animale ucciso principalmente per il suo pelo”. Il gruppo, quindi, esclude dalle proprie collezioni (tra gli altri) visone, volpe, coniglio, procione e pecora karakul, mentre continua a impiegare i pellami ovini e bovini in quanto “sottoprodotti dell’industria della carne”. Miuccia Prada e Bertelli si impegnano a sostituire la pelliccia con “alternative (dicono, ndr) cruelty-free sviluppate dall’uomo”.
Le reazioni
Fur Free Alliance, Lav e Human Society, organizzazioni animaliste coinvolte nella svolta anti-pelliccia di Prada, non possono che esultare per la scelta del gruppo. In questo modo aggiungono una nuova tacca alla loro cintura, dove già sono incisi i nomi di Calvin Klein, Gucci, Burberry, Kors e di tutte le griffe piegatesi negli ultimi lustri al pensiero fur-free. International Fur Federation, invece, registra l’inchino di Prada a quella vulgata sedicente green che vede come esempio di sostenibilità la prevalenza dei materiali sintetici a quelli naturali: “Mi sorprende che un brand tanto attento alla sostenibilità escluda un prodotto naturale come la pelliccia – commenta il presidente di IFF Mark Oaten con una nota –. Ora i suoi clienti avranno come unica opzione la pelliccia sintetica, nociva per il pianeta”. Oaten chiede alla griffe di lasciare libertà di scelta al consumatore: “Chiedo a Prada di ripensarci e di lasciare che siano i suoi clienti a decidere quale materiale preferiscono, se la pelliccia naturale o di plastica”.

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