Rupert ha “visto la contrazione” (e il lusso ci ha perso 25 mld)

Rupert ha “visto la contrazione” (e il lusso ci ha perso 25 mld)

“We’ve seen the squeeze”. Questa semplice constatazione del presidente di Richemont Johann Rupert (“abbiamo visto la contrazione” dei consumi) non solo ha certificato la morsa dell’inflazione sul lusso, ma ha depresso il mercato azionario. Che ha perso 25 miliardi di dollari in un solo giorno. Rupert (in foto, dal sito del gruppo elvetico) ha detto che l’inflazione sta intaccando la domanda in tutta Europa. Il mercato era già timoroso, visti i deboli risultati nordamericani e soprattutto considerata la situazione sul mercato cinese. Intanto, per dire il mood dell’alto di gamma, la capitalizzazione di LVMH è scesa sotto i 400 miliardi di dollari, ben lontana dal record di oltre 500 miliardi di inizio anno.

“Abbiamo visto la contrazione”

Il lusso è sotto pressione. Il mercato americano ha subito un rallentamento ed è in attesa di segnali positivi. La Cina, che quest’anno avrebbe dovuto incrementare i consumi del lusso, è alle prese con un’economia interna claudicante. Zavorrata com’è dal tasso di disoccupazione giovanile, dalla crisi del settore immobiliare per finire dalle previsioni di crescita del PIL non entusiasmante. Rupert ha confermato i timori degli investitori. E a Ginevra, durante l’annuale assemblea degli azionisti della società del lusso, ha detto: “We’ve seen the squeeze”, in riferimento al fatto che l’inflazione sta iniziando a intaccare la domanda.

 

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Previsioni offuscate

Il risultato, scrive Bloomberg, è che i titoli del lusso sono crollati in Europa, bruciando più di 25 miliardi di dollari in valore di mercato. Ha contribuito al crollo anche la nota di HSBC, che taglia le stime e gli obiettivi di prezzo del lusso. Lo stesso gruppo bancario prevede un terzo trimestre altalenante per il settore, prima di un rimbalzo della domanda nel quarto trimestre, sulla base di una base di confronto più favorevole. L’analista di AlphaValue Jie Zhang prevede che il settore “rimarrà debole e con una tendenza negativa” fino a quando non si verificherà un “cambiamento sostanziale” nei vari fattori che influenzano la sua performance. (mv)

 

 

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