La scomparsa di Yves Carcelle, il manager che trasformò Vuitton

Bernard Arnault perde il suo uomo di massima fiducia. Yves Carcelle, per 22 anni alla guida di Louis Vuitton, è mancato all’età di 66 anni a seguito di un brutto male. “Un soldato del lusso”, titola oggi il quotidiano francese Le Figarò, ricordandolo come “artefice della trasformazione del malletier in un attore protagonista nel mondo del lusso”, merito che Carcelle ha condiviso con l’ex direttore artistico Marc Jacobs. Nel 1970, dopo la laurea, aveva iniziato a lavorare per Spontex, noto marchio di detersivi e spugne, facendo carriera e segnalandosi agli occhi di Arnault, che nel 1989 lo volle in Vuitton come direttore delle strategie. All’epoca il marchio era famoso in Francia soprattutto per la tradizione nella valigeria, con un fatturato stimato di 500 milioni di euro. Carcelle lo avrebbe trasformato in un brand del total look, senza cessione di licenze e con l’avvio di una rete monomarca con negozi esclusivamente di proprietà. Nel 1997 fu Carcelle a scegliere Marc Jacobs, all’epoca stilista promettente, come direttore artistico del marchio, avviando contemporaneamente le prime produzioni di scarpe LV in Riviera del Brenta con il calzaturificio Iris. Lascia nel 2012, con Vuitton al top del lusso mondiale, per assumere l’incarico di vicepresidente della Fondazione Louis Vuitton. Alla fine dello scorso anno gli diagnosticano una rara forma di tumore ai reni, che ne ha causato la morte, domenica notte. Lascia una moglie e cinque figli. (ag)

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