Vuitton aumenta i prezzi in Giappone


Mentre l’euro sale alle stelle, lo scorso autunno il governo giapponese, nel tentativo di stimolare l’economia, ha adottato un piano di deprezzamento dello yen e la banca centrale di Tokyo ha fissato al 2% la misura di svalutazione. La risposta di Louis Vuitton: il primo brand al mondo del lusso, a partire del 15 febbraio, ha aumentato i prezzi del 12 per cento. Si tratta dell’aumento medio più elevato da quando la casa francese si è insediata nel 1978 sul mercato nipponico, oggi il secondo al mondo per consumi nel lusso: “Siamo degli importatori, l’indebolimento dello yen e l’aumento dei materiali costituiscono uno degli aspetti della decisione” è la motivazione di Kaori Fuse, il portavoce aziendale.

Il bilancio di Vuitton è alimentato dell’8% dagli incassi giapponesi e l’ultima volta che l’azienda aveva ritoccato il listino fu nell’agosto 2011, con l’incrementi tuttavia contenuti al 3,8% sugli orologi, mentre ancora Fuse ricorda che nel novembre del 2008 i prezzi delle collezioni in pelle erano stati ridotti del 7%.
Gli analisti ritengono che il rincaro non inciderà sulle prestazioni finanziarie. Dairo Murata, JPMorgan Securities Japan:  “La gente che acquista prodotti di questa fascia non ha un’attitudine alla frugalità e non bada a spendere 10mila yen in più”, equivalenti a circa 80 euro.
Secondo i dati dell’agenzia economica Bloomberg, lo yen negli ultimi tre mesi si è svalutato del 13% nei confronti del dollaro. (p.t.)

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