Yoox Net-a-Porter alla conquista di WhatsApp: pronti gli acquisti di lusso via messaggio (sulle orme di WeChat)

Yoox Net-a-Porter ricava il 40% dei propri margini dal 2% dei clienti. Il portale di e-commerce, in più, riceve da mobile il doppio degli ordini che incassa da desktop. Ha, insomma, un’élite di consumatori che predilige comprare beni di lusso con il proprio smartphone. Che cosa c’è di meglio, allora, che offrire un servizio personale e immediato di shopping su WhatsApp, il programma di messaggistica che vanta circa 1 miliardo di utenti al mondo? Sono le premesse logiche del progetto annunciato dal numero 1 di YNAP, Alessandro Marchetti, con un’intervista ripresa da Bloomberg. Non c’è ancora una data per il varo della joint venture, ma, stando a quanto riporta il quotidiano di approfondimento finanziario, il piano è apprezzato anche dalle parti di Facebook, che qui vede un’opportunità per rientrare dei circa 20 miliardi di dollari investiti nel 2014 per acquisire WhatsApp. Si apre lo spiraglio perché le app di messaggistica replichino in Occidente il modello di business applicato in Cina da WeChat, quindi. Secondo un’analisi dell’agenzia Digital Luxury Group su un campione di 25 griffe (tra cui Valentino, Loro Piana, Bottega Veneta e Dior), il 92% delle case di moda ha un account sul social cinese, mentre il 65% dispone qui dei servizi di prossimità al cliente nei quali rientra la possibilità di acquisto. Non è tutto oro ciò che luccica. Secondo il report, il servizio al cliente offerto dai brand pecca di “profondità”: spesso è finalizzato a indirizzare il pubblico verso il negozio più vicino. Ma WeChat si è ritagliato un ruolo centrale di motore dello shopping di lusso nella Repubblica Popolare. Si aspettano novità e investimenti.

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