2013, l’anno nero delle pelli in Europa

Mai così male le macellazioni europee come quest’anno. Il 2013 si chiuderà sui 27 milioni di capi processati, erano cinque milioni in più nel 2000. Male anche gli Usa, che dovrebbe fermarsi a 32,5 milioni di pelli. In controtendenza il Brasile, che consolida la propria posizione di primo macellatore mondiale con 41 milioni di capi. Sono le cifre emerse a Lineapelle durante la seconda tavola rotonda Hides Forum tra grandi concerie europee e fornitori internazionali di pelli bovine. Erano rappresentate Italia, Austria, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Usa, Australia, Brasile. Quest’ultima delegazione ha ipotizzato da qui al 2020 un forte aumento della produzione, che dovrebbe superare i 50 milioni di capi, grazie al maggior ricorso alle recinzioni e a un patrimonio bovino che supera i 200 milioni di capi a pascolo. Oltre a diminuire le pelli europee, si osserva un cedimento della qualità, determinato da quattro principali cause: eccesso di varietà di razze, pratiche di allevamento negative per le pelli, crescenti spostamenti di bestiame e miscelazione del grezzo. I conciatori hanno sostenuto la necessità di revisionare i contratti in uso per concentrare la negoziazione su pochi e specifici elementi e per aderire maggiormente alle nuove richieste del mercato. (ag)

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