Allevamento, macello e laboratorio caseario: tutto abusivo. A Bari un sequestro che beffa due volte la filiera ovicaprina

Farmacia di antibiotici il cui impiego è vietato. Assenza di licenze per la macellazione e per l’attività casearia. Sequestro di prodotti alimentari e sospetto, più che legittimo, che in commercio siano state immesse carni e formaggi non trattati secondo la legge. La Guardia di Finanza ha sequestrato a Cellamare (Bari) un allevamento ovicaprino clandestino e annessi macello e laboratorio caseario, con il suo patrimonio animale (di cui non si conosce la provenienza). Come racconta la Gazzetta del Mezzogiorno, le Fiamme Gialle hanno individuato la struttura, gestita da un italiano, nell’ambito di indagini contro le frodi alimentari. Per gli operatori legali della carne, oltre il danno c’è la beffa. Non solo hanno subito la concorrenza sleale di un criminale. Ma ora che l’attività illegale è stata individuata, devono subirne anche l’onda di discredito. Per chi già si confronta con la quotidiana guerra veg-vegetariana, che scarica bile sull’industria della carne, diffamando le imprese della filiera e delegittimando il consumo di proteine animali, e proprio in questo periodo dell’anno affronta la retorica pietistica (con grandi sponsor, oltretutto, come Silvio Berlusconi e Laura Boldrini) che fa degli agnelli una specie protetta da salvaguardare, l’ennesimo colpo basso.

 

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