Caos bovino in Australia: nei primi 2 mesi il macello vola (+11%), ma le mandrie si riducono sempre di più (7,7%)

Nessuna inversione di tendenza. Anzi: il patrimonio bovino australiano si riduce ulteriormente. Secondo le proiezioni realizzate da Meat and Livestock Australia, nei primi due mesi 2019, Camberra ha macellato 1,28 milioni di capi, equivalenti all’11% in più rispetto all’inizio del 2018: è il numero più alto registrato dal 2015. Nella seconda metà dell’anno, però, si prevedono grosse complicazioni. MLA, infatti, suppone che entro giugno il patrimonio bovino australiano scivoli del 7,7%, a 25,2 milioni di capi. È quasi un crollo, considerato che le ultime previsioni, datate gennaio 2019, ritenevano che le mandrie sarebbero arrivate a quota 26,2 milioni di bovini. La contrazione sarebbe dovuta a condizioni “più severe del previsto”, che aggravano una situazione di difficoltà che perdura da anni determinata dalla crescente siccità in molte aree di produzione, accompagnate alle inondazioni abbattutesi sul Queensland nord-occidentale.

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